Candidarsi all’estero, Berlusconi eleggibile solo se cittadino altro paese Ue

ROMA  – Berlusconi potrebbe candidarsi alle elezioni europee in un paese comunitario diverso dall’Italia, aggirando così l’ineleggibilità per 6 anni prevista dalla legge Severino e l’interdizione di 2 anni dai pubblici uffici stabilita dalla sentenza Mediaset? La risposta è NO se provasse semplicemente a candidarsi all’estero, SI’ se prendesse la cittadinanza di un altro paese dell’Unione. La direttiva Ue 109 del ’93 che disciplina l’eleggibilità prevede infatti che “ogni cittadino dell’Unione che risiede in uno Stato membro senza averne la cittadinanza e che, per effetto di una decisione individuale in materia civile o penale, è decaduto dal diritto di eleggibilità in forza del diritto dello stato membro di residenza o di quello dello stato membro di origine, è escluso dall’esercizio di questo diritto nello Stato membro di residenza in occasione delle elezioni al Parlamento europeo”.

Tradotto dal burocratese comunitario, Berlusconi non potrebbe candidarsi in un altro paese Ue perché è stato dichiarato ineleggibile nel suo paese d’origine. Diverso è il discorso se il Cavaliere ottenesse la cittadinanza di un altro paese comunitario. Se in quel paese avesse i requisiti previsti dalla legge locale, potrebbe candidarsi. Secondo le ultime voci, per lo più incontrollate, a Berlusconi sarebbero state proposte opzioni quali l’Ungheria, la Bulgaria o l’Estonia.

In Ungheria il premier è l’ultranazionalista Viktor Orban, vecchio amico del leader di FI. In Bulgaria basta investire 511.000 euro nell’economia nazionale per avere la cittadinanza. Ma in realtà, quest’ultima ipotesi è impraticabile perché a Sofia non può candidarsi lo straniero che sia stato privato del diritto di candidarsi nello stato di cui è cittadino. In altri paesi però, la strada potrebbe essere praticabile. Ma Berlusconi dovrebbe fare in fretta, perché le europee sono previste per fine maggio 2014. Non dovrebbe essere una difficoltà invece la norma della direttiva 109 che prevede che un cittadino comunitario, per presentarsi candidato in un altro paese, deve presentare un attestato delle autorità del suo paese che certifichi che non è ineleggibile. Tale norma secondo gli esperti vale per lo straniero comunitario, non per il cittadino.