L’Ue fatica a riprendere quota

NEW YORK  – L’economia americana cresce piú del previsto e segna, nel terzo trimestre, una crescita a sorpresa del 3,6%. E le Borse calano: complici le parole del presidente della Bce Mario Draghi.

I mercati cercano di digerire i timori di disinflazione nell’area euro, dove l’economia si contrarrá quest’anno dello 0,4% per poi tornare a crescere nel 2014, quando registrerà un +1,1%, meglio di quanto precedentemente stimato dall’Eurotower. L’inflazione, invece, è stata rivista leggermente al ribasso all’1,4% nel 2013 e all’1,1% nel 2014, al di sotto dell’obiettivo del 2%.

– Eurolandia – avverte Draghi – potrebbe trovarsi a far fronte a un periodo prolungato di bassa inflazione, ma i rischi sono bilanciati e la situazione in Europa è diversa da quella del Giappone negli anni 1990.

Parole rassicuranti che, però, deludono coloro che si attendavano dalla Bce qualcosa di più, ovvero il lancio di un nuovo programma Ltro: Draghi precisa che se la Bce dovesse vararlo si assicurerà che i prestiti vadano all’economia, e non a finanziare la formazione di capitale da parte del sistema bancario con il carry trade.

– Quando abbiamo fatto Ltro due anni fa il livello di incertezza era molto elevato – ha spiegato -. E allora il programma aveva evitato un’ulteriore contrazione piu’ severa del credito. Oggi fortunatamente la situazione e’ molto diversa. L’uso che le banche avevano fatto della liquidità disponibile è stato soprattutto acquistare titoli di stato.

Nonostante il miglioramento del quadro europeo, con Moody’s che riconosce i progressi della Spagna rivedendo al rialzo l’outlook a ‘stabile’ da ‘negativo’ e la Grecia che potrebbe riaffacciarsi ai mercati il prossimo anno, i rischi per Eurolandia – afferma Draghi – sono al ribasso. Un’ammissione che arriva mentre la Commissione Europea, tramite il portavoce del commissario agli Affari economia, Olli Rehn – insiste sulla necessità che l’Italia faccia maggiori sforzi, lo 0,4%, sul fronte del debito.

– Vedremo nelle prossime settimane se la spendig review anticiperà i risparmi del 2014 – aggiunge.

I problemi dell’Europa e la sua fatica a spiccare il volo si contrappongono alla almeno apparente forte ripresa americana. Il balzo inatteso del pil nel terzo trimestre è accolto con cautela dagli economisti, secondo i quali è legato solo all’aumento a livelli record delle scorte. In ogni caso, la ripresa americana, anche se non veloce per gli standard statunitensi al netto delle scorte, c’è e va avanti: un’apparente buona notizia che non piace a Wall Street, convinta che il susseguirsi delle buone indicazioni giunte dall’economia si traduca in una stretta della Fed prima del previsto.

Le chance di una riduzione degli acquisti di asset a dicembre sono basse, sotto il 50%. Ma l’ipotesi di una stretta a a gennaio si fa strada, come dimostra l’andamento dei titoli di stato americani.