Janet Yellen, prima donna alla guida della FR

NEW YORK  – La prima donna alla guida della Fed. ‘Colomba’, convinta della necessitá di dover fare di più per l’economia, con particolare attenzione al mercato del lavoro, Janet Yellen si appresta a conquistare la Federal Reserve. Il Senato dovrebbe confermarla in via definitiva in settimana, aprendo la strada al suo insediamento il 1 febbraio.

Ad attenderla un compito difficile: dovrà guidare l’exit strategy della Fed, evitando di indebolire la ripresa e dare scossoni al mercato, ormai abituato a essere inondato di liquidità.

Nata a Brooklyn da genitori che hanno vissuto la Grande depressione, Yellen è stata da subito fautrice e sostenitrice di un’azione forte della Fed per combattere l’elevata disoccupazione, perchè in un’economia debilitata come quella americana nel 2010, quando è divenuta vice presidente della banca centrale, era improbabile che l’inflazione salisse.

E proprio sui prezzi si è giocato il suo primo scontro con Alan Greenspan, che Yellen sfidò pubblicamente alla Fed suggerendo un rialzo dei tassi a breve per contrastare i prezzi. Consiglio non seguito.

Dopo aver frequentato il liceo Fort Hamilton a Brooklyn, Yellen si è scoperta interessata all’economia durante i suoi anni all’università. Alla Brown University ha incontrato James Tobin, professore di Yale, Nobel all’Economia e consigliere dei presidenti John Fitzgerald Kennedy e Lyndon Johnson. Incontro che l’ha spinta a un PhD a Yale, dove si è concentrata soprattutto sulla disoccupazione.

Yellen è entrata nello staff della Fed nell’autunno 1977. Lì ha incontrato suo marito, l’economista George Akerlof, premio Nobel all’Economia nel 2001. Dopo una breve parentesi nell’amministrazione Clinton nel 1997, Yellen è rientrata alla Fed come presidente della Fed di San Francisco ed è stata una delle prime voci a mettere in guardia sul boom immobiliare.

Il suo primo contatto con Obama risale al 2008, dopo il salvataggio di Bear Stearns: il presidente Usa – allora senatore e candidato alla presidenza – la chiamò per chiedere spiegazioni sulla crisi finanziaria alla sfida sulle riforme