Datagate: Snowden chiede asilo politico al Brasile

Pubblicato il 17 dicembre 2013 da redazione

RIO DE JANEIRO  – Vorrebbe scambiare il freddo siberiano della Russia con il caldo tropicale del Brasile, Edward Snowden: la ‘talpa’ del Datagate ha scritto una “lettera aperta al popolo brasiliano” nella quale chiede asilo politico offrendo il suo aiuto nelle indagini sullo spionaggio condotto dagli Usa nei confronti, tra l’altro, della presidente Dilma Rousseff e del colosso statale del petrolio Petrobras.

Attualmente a Mosca – dove ha ottenuto un asilo temporaneo fino alla metà del 2014 – l’ex analista della Nsa sostiene di trovarsi in una precaria situazione giuridica che ne limita i movimenti.

“Finché non mi sarà concesso l’asilo permanente – ha sottolineato Snowden nella missiva, divulgata dal quotidiano ‘Folha de S.Paulo’ – il governo degli Stati Uniti continuerà a interferire sulla mia capacità di parlare”.

La lettera sarà inviata a diverse autorità brasiliane (tra cui la Rousseff) e farà parte di una campagna sul web pubblicata dal sito della ong Avaaz, specializzata in petizioni online. La campagna per la concessione dell’asilo a Snowden sarà a sua volta condotta dal brasiliano David Miranda, compagno di Glenn Greenwald, il giornalista britannico residente a Rio de Janeiro che ha rivelato i documenti segreti del cosiddetto Datagate.

“Molti senatori brasiliani mi hanno chiesto di aiutarli con le loro investigazioni sui sospetti di crimini perpetrati a danno dei cittadini brasiliani. Ho espresso loro la mia disponibilità a collaborare ma sfortunatamente il governo degli Stati Uniti si sta sforzando molto per limitare la mia capacità di farlo”, ha sottolineato Snowden nella lettera, scritta in inglese.

L’ex analista si riferisce in particolare alla Commissione d’inchiesta aperta al Senato per scoprire le attività della Nsa in Brasile, che hanno riguardato tanto l’intercettazione di telefonate ed e-mail della presidente Rousseff, quanto le attività della compagnia petrolifera statale Petrobras.

“L’Nsa e altre agenzie di spionaggio alleate ci dicono che, per il bene della nostra ‘sicurezza’ (in nome della ‘sicurezza’ di Dilma, in nome della ‘sicurezza’ della Petrobras), hanno abrogato il nostro diritto alla riservatezza e invaso le nostre vite. E lo hanno fatto senza chiedere il permesso della popolazione di qualsiasi Paese, compreso del loro”, ha affermato Snowden in un altro passaggio della lettera.

Dopo il suo arrivo in Russia, lo scorso giugno, a seguito delle prime rivelazioni del Datagate, l’ex analista Nsa inviò richieste di asilo a vari Paesi, tra cui il Brasile, senza però ottenere risposta. Tra quelli che si manifestarono a favore, figurano Bolivia, Venezuela e Nicaragua. Ma Snowden “preferisce il Brasile”, secondo Greenwald.

“Il Brasile è il posto ideale per il fatto di essere un Paese politicamente forte, dove le rivelazioni hanno avuto un impatto reale”, ha aggiunto Miranda. Resta da vedere se l’argomento giuridico della “minaccia ai diritti umani” di Snowden convincerà le autorità brasiliane.

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