Ue al bivio tra rigore crescita. Gli occhi su Merkel e Letta

Pubblicato il 17 dicembre 2013 da redazione

BRUXELLES  – La Ue resta in bilico tra la necessità del rigore e la voglia di rilanciare la crescita. La rappresentazione plastica, nel vertice dei leader europei di giovedì e venerdì prossimo.

Dove, sei mesi dopo il via libera politico, sarà invece ancora scontro sull’avvio del meccanismo per la risoluzione bancaria, lo strumento indispensabile per affrontare i fallimenti ordinati delle banche considerato il “secondo pilastro dell’Unione bancaria”. E dove verranno rinviati a giugno prossimo gli “accordi contrattuali” per obbligare i Paesi a fare le riforme promesse in cambio di incentivi finanziari.

Il nome dei ‘contratti’ – pensati a Berlino come strumento per blindare le riforme concordate a Bruxelles nel quadro della governance rafforzata dell’Eurozona – è stato ingentilito in “partenariati per la crescita, l’occupazione e la competitività”. I ‘contratti’ dovrebbero essere anche il segnale di svolta della politica europea, perché per la prima volta insieme agli obblighi sarebbero previsti meccanismi di “solidarietà”, che però sono ancora troppo vaghi.

Così in fase di preparazione del vertice “tutti si sono trovati d’accordo” che è necessario “riflettere” sulle forme che tale solidarietà dovrà avere, ha detto il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero. E nell’ultima bozza circolata è indicato che Herman Van Rompuy e José Manuel Barroso dovranno approfondire il lavoro, perché la formulazione sia finalizzata a giugno 2014.

Quella dei contratti è questione che sta “molto a cuore” al presidente del Consiglio Enrico Letta, che li ritiene un utile strumento di promozione della “crescita e dello sviluppo”. L’Italia infatti considera essenziale che la zona euro si doti di un maggior coordinamento delle politiche economiche e questi accordi potrebbero portare ad una maggiore integrazione. Ma, fanno notare a Palazzo Chigi, “se qualcuno pensa che questo dibattito lo affrontiamo pensando che ci guadagniamo qualcosa se ci saranno 50, 200, 300 milioni per fare una riforma, credo che si ponga in una prospettiva sbagliata”.

Sul piano politico, l’attenzione sarà come sempre su Angela Merkel, che si presenterà al vertice come leader del suo terzo governo pienamente funzionante. La cancelliera dovrà cedere sui contratti, non foss’altro perché molti notano che essi potrebbero essere usati contro l’Europa in fase di campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma sul meccanismo di risoluzione bancaria non sembra intenzionata a cedere e terrà tutti col fiato sospeso. Anche se tutti, a cominciare dalla Bce, spingono perché sia completata nei tempi previsti.

Sarebbe un segnale che l’Europa rispetta gli impegni che essa stessa si dà. Tema di facile accordo, nel vertice, sarà invece lo sviluppo da dare alla politica di sicurezza e difesa comune, intesa anche come strumento di sviluppo economico soprattutto per le implicazioni industriali e nel settore della ricerca ‘dual use’ sulle tecnologie utili tanto a scopo militare quanto civile, oltre che per gli aspetti politici

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