A Roma pochi e arrabbiati: “Ma non molliamo”

Pubblicato il 18 dicembre 2013 da redazione

ROMA  – Era stata annunciata come ”un’invasione di manifestanti a Roma”, con l’obiettivo di ”riempire piazza del Popolo”. Ma il sit-in nella Capitale dell’ala dissidente dei Forconi e del coordinamento 9 dicembre, i ‘falchi’ del movimento, ha portato in piazza solo poche migliaia di persone. Numeri al di sotto delle aspettative, dati ufficiosi di tremila, ma parole d’ordine aggressive che non hanno risparmiato neppure il presidente Napolitano. Gli unici applausi della folla sono stati per Papa Francesco. E la protesta – ha annunciato il leader Danilo Calvani – proseguirà anche nelle prossime settimane.

Sulla loro mobilitazione è intervenuto ieri anche il premier Letta, il quale ha definito ”esagerato” il giudizio del presidente di Confindustria Squinzi sui Forconi, che l’altro giorno aveva detto ”ampiamente giustificata” la protesta. E il cardinale Angelo Bagnasco, dal canto suo, ha esortato la politica ad ”ascoltare il grido di dolore della piazza, un disagio reale”.

Anche se con toni duri, ieri è prevalsa la linea pacifica dei manifestanti, tra cui agricoltori, precari, disoccupati autotrasportatori e piccoli imprenditori venuti da diverse parti d’Italia. Tra centinaia di bandiere tricolore e canti dell’inno nazionale, si sono succeduti decine di interventi da un camioncino, sul quale facevano capolino anche un militare in congedo illimitato e qualche storico militante della destra romana con tanto di basco e spilla con croce celtica.

Ad infiammare la folla è stato Danilo Calvani. La protesta è stata pacifica ed al sit-in ha partecipato, accolto tra gli applausi, anche il movimento di estrema destra di Casapound, portando solo la bandiera italiana e capeggiato dal vice presidente Simone di Stefano, arrestato qualche giorno fa per aver rubato la bandiera dell’Unione Europea.

Al sit-in le parole d’ordine di tutti sono state: ”tutti a casa” e ”protesta ad oltranza fin quando questa classe dirigente non andrà via”.

– I veri infiltrati sono Letta, Alfano, Napolitano – ha detto Calvani dal palco. I manifestanti hanno rivolto fischi quando sono stati scanditi i nomi dei politici.

– Gli italiani non vogliono rinunciare alla loro sovranità, vogliono rinunciare a un presidente come lei –  ha poi aggiunto Calvani, rivolgendosi al presidente della Repubblica.

Tra i cori più gettonati, invece, ”Papa Francesco uno di noi”. Ma i manifestanti non hanno riempito neppure metà della piazza.

– Casualmente molti treni che dovevano arrivare qui hanno avuto ritardi per dei guasti – ha commentato Calvani. Per gli esponenti del Movimento 9 dicembre ”non è stato un flop”. Alcuni hanno azzardato cifre attorno ai 10mila, comunque lontane dalla stima prevista dei 15 mila. A qualche chilometro si è svolto invece il corteo dei movimenti per il diritto all’abitare, soddisfatto di aver portato in strada ”numeri più alti rispetto a quelli in piazza del Popolo”.

– Quella dei Forconi è una piazza fascista ed è quanto di più lontano e contrapposto a noi, che siamo circa cinquemila –  hanno spiegato gli esponenti dei movimenti al corteo ‘anti-Forconi’, che ha celebrato anche la Giornata internazionale dei Migranti.

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