Nuova bufera Datagate, ‘Almunia spiato da Usa e Gb’

Pubblicato il 20 dicembre 2013 da redazione

NEW YORK – Nuove esplosive rivelazioni dalle carte della talpa del Datagate Edward Snowden: i servizi di intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna dal 2008 al 2011 avevano nel mirino presunti terroristi e talebani, ma anche numerosi alleati, come l’allora premier israeliano Ehud Olmert e il vicepresidente della Commissione europea Joaquin Almunia, allora commissario agli Affari economici, e persino organizzazioni umanitarie internazionali. Secondo quanto riferisce il New York Times, si tratta di una lista con oltre mille ‘obiettivi’ che emerge da carte che riguardano oltre 60 Paesi in cui sono elencati capi di Stato africani e a volte membri delle loro famiglie, ma anche personalità in Germania e Francia, oltre che nell’Unione Europea. E ancora, mostrano che in quegli anni veniva monitorato il traffico di e-mail di numerosi alti dirigenti israeliani, tra cui, oltre ad Olmert, anche l’allora ministro della Difesa Ehud Barak, nonché quello di due ambasciate israeliane e numerose missioni diplomatiche presso le Nazioni Unite a Ginevra.

E anche ong e organizzazioni internazionali come Unicef e Médecins du Monde erano oggetto del programma di sorveglianza, condotto dalla Nsa americana e dalla Gchq britannica. E poi aziende come la Total, gigante francese del settore petrolifero, e anche il gigante della difesa francese Thales Group.

Le carte, di cui riferisce anche il britannico Guardian, riguardano un’operazione condotta principalmente da una ‘base d’ascolto’ non lontano dalla cittadina costiera della Cornovaglia Bude. Una struttura che riceve consistenti fondi dalla Nsa per operazioni congiunte di sorveglianza transatlantica, scrive il Guardian, secondo cui le agenzie d’intelligence, quella britannica in particolare, sorvegliava alcuni edifici governativi tedeschi con l’obiettivo in particolare di monitorare comunicazioni tra Germania e Georgia e Germania e Turchia.

Il Nyt scrive che documenti includono alcune trascrizioni frammentarie di conversazioni e messaggi, ma generalmente contengono solo note secondo cui ulteriori informazioni sono disponibili altrove, probabilmente in più grandi database. Un elemento, come altri in queste nuove rivelazioni, che riguarda da vicino il rapporto che un gruppo di esperti nominati dalla Casa Bianca ha presentano nei giorni scorsi al presidente Barack Obama, e che contiene 40 raccomandazioni per una riforma della Nsa promessa dallo stesso Obama.

Tra i primi a reagire alle nuove rivelazioni, Almunia si è subito detto con il Nyt “fortemente turbato”, aggiungendo di non sapere cosa gli 007 cercassero e di aver avviato delle verifiche sulle proprie agende per capire dove si trovasse e cosa facesse mentre veniva intercettato. Non si è fatta poi attendere di molto anche la reazione la portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde, secondo cui le rivelazioni sullo spionaggio ai danni di Almunia “sono inaccettabili e meritano la più forte condanna” e ha preannunciato che la questione sarà sollevata con Stati Uniti e Gran Bretagna, perché “questo non è il tipo di comportamento che ci aspettiamo dai nostri partner strategici, per non parlare di un nostro Stato membro”.

Non è chiaro quanto questo ennesimo sviluppo del Datagate peserà ora sul negoziato tra Europa e Stati Uniti per il trattato di libero commercio (Ttip). A fine ottobre, il Parlamento europeo aveva chiesto ritorsioni contro lo spionaggio americano rivelato da Snowden, a cominciare proprio dal blocco del negoziato sul Ttip. Richiesta andata a vuoto, tanto che proprio in questi giorni negoziatori europei e americani sono impegnati in un terzo round di colloqui a Washington. Tuttavia, i sostenitori della linea dura certamente hanno ora nuovi argomenti.

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