Il presidente dell’Abi Patuelli, passo verso unione bancaria europea

Pubblicato il 24 dicembre 2013 da redazione

ROMA. – ”E’ stata un’assemblea di alto profilo, un’espressione di cultura giuridica. Le modifiche statutarie approvate nell’assemblea straordinaria della Banca d’Italia sono il frutto di un confronto aperto e rappresentano una parte dell’itinerario verso l’Unione bancaria”. Lo afferma il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in un’intervista al Sole 24 Ore. La scelta di trasformare la governance di Bankitalia è per Patuelli ”parte di quella strategia di lungimirante severità che la Banca d’Italia esercita nei confronti delle banche vigilate. Una strategia che consente alle aziende di credito italiane di essere pronte ad affrontare nel 2014 l’Asset quality review e gli stress test su scala europea. Del resto, era assolutamente necessario superare un anacronismo”. ”La Banca d’Italia è la più solida patrimonialmente fra le banche centrali del sistema europeo – spiega – senza tenere in conto l’oro. Soltanto considerando il capitale sociale e le riserve, il patrimonio di via Nazionale supera quello di qualsiasi altra banca centrale europea. Invece il suo capitale sociale era rimasto a 156mila euro una cifra inferiore perfino al capitale della banca centrale di Cipro”. Ora ”la raffinatezza della strategia messa in atto dalla Banca d’Italia e dal ministero dell’Economia e delle Finanze consiste nel distinguere fra ciò che è frutto dell’evoluzione del capitale sociale sottoscritto nel 1936 dalle banche e dalle assicurazioni e ciò che è frutto del signoraggio ovvero la funzione pubblica di gestione della moneta. Questa distinzione, individuata sul piano tecnico dalla Banca d’Italia con la consulenza dei tre saggi di elevato standing internazionale ha un forte spessore, giuridico, storico, economico e tecnico-contabile. Si tratta di un altro passo avanti verso l’Unione bancaria europea”. 

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