Unioni Gay, Alfano: “Se il Pd apre noi andiamo via”

Pubblicato il 09 gennaio 2014 da redazione

ROMA – Si infiamma di nuovo il dibattito sulla parità in Italia dei diritti tra coppie etero e coppie gay per quanto riguarda le unioni civili. E a distanza di pochi giorni, la polemica rischia di riportare una crisi all’interno dello stesso governo, come ha minacciato Angelino Alfano.

–  Se il Pd propone matrimonio gay – ha detto – ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica.

Un tema certamente delicato: dopo l’intervento della scorsa settimana del segretario del Pd Matteo Renzi, è stato il viceministro al Lavoro, con delega alla Pari Opportunità, Cecilia Guerra, a rilanciare la proposta in un’intervista al Corriere della Sera:

”Non ci sono motivi per trattare in modo diverso una coppia omosessuale rispetto ad una coppia eterosessuale”.

Un “parere personale”, ha spiegato Guerra, che però è stato accolto da opposte reazioni. Critiche sono venute dal centrodestra, primo tra tutti Alfano.

– La famiglia è composta da un uomo e da una donna. Quella descritta dalla Costituzione, che è vissuta nella società italiana, è la famiglia in cui continuare a credere. E merita di essere difesa contro i tentativi di smontarla – ha detto riferendosi ai valori del Nuovo Centrodestra.

Opposta la reazione delle Famiglie Arcobaleno, l’associazione nazionale dei genitori omosessuali, che ha richiamato i principi egualitari della Costituzione. E un giudizio positivo è venuto anche da uno dei leader storici del mondo gay italiano, Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia.

– Non possiamo che essere d’accordo con le belle parole della viceministro Guerra sulla parità e sull’uguaglianza di tutte le famiglie anche in Italia e non solo nell’Europa occidentale – ha detto -. Concordiamo anche – ha aggiunto Grillini – sull’urgenza di queste misure legislative nonostante la campagna negazionista e minimizzatoria dei clericali di casa nostra che ci intrattengono sulle priorità del paese da cui, guarda caso, sono sempre escluse le persone lgbt sia che si parli di lotta all’omofobia sia che si discuta dei sacrosanti diritti delle coppie omosessuali.

Diverso il parere della vicepresidente del gruppo Nuovo Centrodestra al Senato Federica Chiavaroli:

– Vorrei invitare il viceministro Guerra ad evitare di introdurre nel dibattito politico argomenti divisivi quali quello del riconoscimento delle coppie omosessuali. E’ di tutta evidenza che su questo tema all’interno della maggioranza non esiste una posizione comune, così come nel suo partito, il Pd. Su temi così delicati – ha aggiunto Chiavaroli – che coinvolgono l’etica e hanno un grande impatto sociale sarebbe, invece, in questo momento molto più opportuna una moratoria, per concentrarsi su quelle che sono le effettive emergenze che riguardano il nostro Paese e gli stessi italiani”.

 

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