Bce, Lunedì la nuova banconota da 10 euro

ROMA  – Sarà presentata lunedì, alla Bce a Francoforte, la nuova banconota da 10 euro ‘Europa’, la seconda della serie dopo quella da 5 euro e che inizierà a circolare dopo l’estate. Il nuovo biglietto sarà seguito, a data ancora da destinarsi, dall’emissione del ‘taglio’ da 20 e presenta nell’ologramma e nella filigrana il ritratto di Europa, figura della mitologia greca che ha dato il nome al nostro continente. Ma soprattutto la nuova banconota vanta nuove e più moderne caratteristiche di sicurezza anti contraffazione. Lunedì saranno inoltre offerti in prestito ai produttori e ai fornitori di attrezzature per il trattamento delle banconote, esemplari della nuova banconota affinché possano adeguare le apparecchiature e i dispositivi.

In questo modo si punta a non ripetere i problemi verificatisi con il taglio da 5 euro che lo scorso anno non veniva accettato da distributori automatici ai benzinai, ai tabacchi o alle ‘macchinette’ del caffè e degli snacks. Una situazione che, come avevano riconosciuto le banche centrali, aveva avuto un impatto sulla reputazione sull’Eurosistema. Il precedente ha indotto così Francoforte ha un piano di azione preventivo sebbene l’aggiornamento dei software e delle macchine non spetti propriamente gli istituti centrali ma a agli operatori di mercato.

Questa volta, dopo una serie di incontri tenutisi nei mesi scorsi che hanno coinvolto autorità, gestori del contante, produttori di apparecchiature, distributori, operatori dei servizi e del commercio quindi verranno fornite tutte le informazioni per tempo e si procederà ai test. A giugno sarà poi la volta dei consumatori. Opuscoli sul nuovo biglietto saranno inviati a 3 milioni di punti vendita nell’area dell’euro per preparare il graduale ingresso della banconota subito dopo l’estate.

La nuova serie, secondo la Bce, seguiterà a offrire una protezione ottimale dalla falsificazione, rendendo le banconote ancora più sicure. I biglietti di piccolo taglio della serie “Europa” saranno inoltre più resistenti perché sono ricoperti da uno strato protettivo. Potranno essere sostituiti con minore frequenza, consentendo così di ridurre i costi e l’impatto ambientale.(ANSA).