Istat, torna a crescere la produzione industriale

ROMA – L’Industria italiana rialza la testa, con la produzione che a novembre torna a crescere per la prima volta dopo oltre due anni di cali ininterrotti. L’inversione di tendenza è certificata dall’Istat, che ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Una risalita netta che però potrebbe non essere aiutata da un dicembre che il Centro studi di Confindustria (Csc) vede in ”ristagno”.

Ottimista è l’Ocse, il cui superindice parla di ”slancio” per l’economia italiana ed europea. Di certo anche in presenza di un rush finale il bilancio dell’industria per l’intero 2013 è ormai compromesso, visto che l’Istituto di statistica calcola una contrazione dell’attività del 3,1% per i primi undici mesi.

Novembre comunque rappresenta una svolta: il primo rialzo annuo nella produzione dopo 26 cali consecutivi, un periodo lunghissimo che ha inferto ferite all’industria difficili da rimarginare. Adesso sembra però che il cuore pulsante dell’economia abbia ricominciato a battere e senza esitazioni, con aumenti sia nel confronto annuo che mensile (+0,3%).

La spinta è arrivata dai settori della farmaceutica (+10,8%), dell’elettronica (+10,5%) e dei mezzi di trasporto (+10,3%). In particolare è andata molto bene l’auto (+19,7%). E le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, mettono in risalto l’aumento registrato dall’alimentare (+2,8%). Invece continua ad accusare la crisi un comparto chiave del made in Italy come il tessile.

Guardando più in là, ai risultati di dicembre, secondo gli economisti di viale dell’Astronomia lo sprint si raffredderà, con l’attività ferma su novembre e in aumento dell’1,3% su base annua. Insomma la ripresa sembrerebbe in salita, difficile da scalare, anche perché pesano i ritardi accumulati: sempre il Csc stima come rispetto al picco pre-crisi, collocato nell’aprile del 2008, il livello della produzione rimanga inferiore del 23,9%, ovvero quasi di un quarto. Al contrario vede rosa il cosiddetto superindice dell’Ocse che mostra ”un cambiamento positivo nello slancio” per Italia (101.2) ed Eurozona (101).

E tra gli analisti Paolo Mameli, senior economist del servizio studi di Intesa Sanpaolo, non ha dubbi: ”Il dato sulla produzione industriale di novembre certifica che la ripresa in Italia è avviata” e che, almeno nell’industria, ”la recessione è finita”. Soprattutto novembre è, spiega, in linea ”con la nostra idea di un ritorno ad una crescita positiva del Pil già nello scorcio finale dello scorso anno”.

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