Letta: “Superiamo i nostri ritardi, nel 2014 è possibile la svolta”

CITTA’ DEL MESSICO  – Enrico Letta prova a restare concentrato sulla sua visita in Messico, cruciale per creare nuovi investimenti per le imprese italiane.

– Da giovedì vi dico tutto – taglia corto il premier con i giornalisti che lo riportano alle tensioni e all’agenda convulsa della politica italiana. Ma, nonostante gli impegni, a partire dal rebus rimpasto, che lo attendono al ritorno, Letta tiene i nervi saldi e non perde la speranza di uscire ancora una volta dalle secche.

– Il 2014 è per noi un anno fondamentale, dobbiamo superare ritardi e stanchezze del passato – chiede da Città del Messico, da dove lancia una chiamata alla corresponsabilità proprio a Matteo Renzi, dicendosi “ottimista che, anche grazie al ringiovanimento dei leader, riusciremo a risolvere i problemi e fare le riforme istituzionali”.

La road map del premier Enrico Letta ha un punto di partenza preciso: da giovedì, dopo la direzione del Pd nel quale Renzi proverà ad avere carta bianca su legge elettorale e job act, si entrerà nel vivo del contratto di governo e anche il nodo del cambio dei ministri sarà affrontato subito, non più dopo il programma. Per questo, pur tenendo contatti a tutto campo con l’Italia, il presidente del consiglio si impegna a sanare la “colpa” di un’assenza lunga 25 anni, dai tempi di Giulio Andreotti, di un presidente del Consiglio in Messico. D’altra parte gli interessi in campo per grandi aziende come Eni, Enel, Sace e Finmeccanica, anche loro presenti a Città del Messico con le massime personalità, sono enormi a partire dalla liberalizzazione dello sfruttamento del mercato petrolifero all’aumento dell’export del made in Italy.

– Il Messico è la nuova frontiera dei paesi che condizionano la crescita dei prossimi anni e noi vogliamo essere qui adesso e non rincorrere eventi quando sono già avvenuti – è il riconoscimento di Letta che incontra prima il club degli imprenditori messicani e poi il Business Council per rassicurare sui passi avanti fatti dall’Italia per abbattere il debito e per rilanciare gli investimenti anche grazie al progetto Destinazione Italia. L’intesa politica con il presidente messicano Enrique Pena Nieto è già consolidata ma i due premier firmano una dichiarazione congiunta per rafforzare i rapporti bilaterali tra i due paesi.

E’ ancora tutta da consolidare, invece, l’intesa dentro la nuova maggioranza in Italia. Letta, al rientro mercoledì, dovrà passare dalla fase dell’ascolto dei partiti a quella della stretta sul contratto per il 2014 e, nota forse ancora più dolente, ad un rimpasto, le cui dimensioni non sono ancora chiare. Del quale, con tutta probabilità parlerà con il presidente Napolitano una volta rientrato a Roma. Il premier chiede a tutti di partire dalla constatazione che “il 2014 è il primo anno che non si apre con un’emergenza finanziaria e si parla di opportunità di riforme e crescita”. Il vero nodo è capire se tutti gli attori politici remano nella stessa direzione.

Il presidente del consiglio continua a mostrarsi “ottimista” sulla buone intenzioni di tutti. E, per chiamare ancor di più dalla sua parte Matteo Renzi, cita, davanti al club degli imprenditori messicani, alla presenza anche di quelli italiani, proprio le tre riforme care al leader Pd: superamento del bicameralismo perfetto “con unica Camera che fa le leggi e dà la fiducia e l’altra con poteri di controllo e autonomia delle Regioni”, riforma della legge elettorale, che “è stata la causa della crisi politica degli ultimi anni”. E, infine, come “terzo obiettivo” la riforma della burocrazia perché, spiega ai messicani, “la nostra ha qualche problema”.

– Si tratta di riforme fondamentali per cambiare il modo e i tempi del processo legislativo in Italia – è convinto Letta che vuole in futuro “meno politici, meno parlamentari ma quelli che ci sono legittimati e forti”. Parole d’ordine che sono le stesse di Renzi e Alfano e a loro Letta rivolge una nuova chiamata generazionale:

– E’ uno sforzo che insieme stiamo affrontando e guardo con ottimismo alla capacità del nostro paese di risolvere i problemi anche grazie a leader politici giovani.

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