FI, il Cav insiste su Toti. La rabbia della base

Pubblicato il 14 gennaio 2014 da redazione

ROMA – Silvio Berlusconi sembra intenzionato a non cambiare idea e insiste sul ruolo da dare a Giovanni Toti, il direttore del Tg4 oramai da settimane in pole per entrare al vertice di Forza Italia. I giochi sembravano chiusi nel fine settimana, ma il malumore interno dei dirigenti azzurri e l’appello lanciato dalle colonne del Corriere da Raffaele Fitto hanno rimesso di nuovo tutti in discussione costringendo il Cavaliere a frenare rispetto alla tabella di marcia stabilita ad Arcore con i fedelissimi, la figlia Marina e lo stesso direttore.

Per placare gli umori prima di tornare a Roma Berlusconi vibra un ‘colpo al cerchio ed uno alla botte’ diramando una nota che rassicura – da un lato – la ‘vecchia guardia’ ma che insiste anche sulla necessità di dare freschezza al progetto di Fi. E se allora la “riorganizzazione di Forza Italia” passa per una “valorizzazione della classe dirigente che in questi anni e in particolare negli ultimi mesi ha dimostrato di saper condurre straordinarie battaglie”, non si può – avverte – “avere timore di aprire le porte del nostro Movimento alle risorse nuove che si affacciano, e che vogliono dare il loro contributo”.

Insomma l’ex premier fa capire di non aver intenzione di fare passi indietro, soprattutto dopo settimane in cui la ‘discesa in campo’ di Toti era data per certa. Ed è per questo che le riunioni, anche una serale a Palazzo Grazioli, si susseguono cercando di chiudere al più presto un’intesa sull’organigramma. La proposta che Berlusconi mette sul tavolo è quella di nominare un comitato ristretto (capigruppo, vice, vicepresidenti delle Camere ed ex coordinatori) guidato proprio da Toti e poi procedere alla nomina dei componenti dell’ufficio di presidenza. Una via che però non incontra il favore del gruppo dirigente del partito che si è riunito a San Lorenzo in Lucina.

Nessuno mette in discussione la decisione del Cavaliere di voler portare delle persone nuove dentro in partito – è il ragionamento – ma a patto che sia pari a tutti quanti. Insomma nessun ‘primus inter pares’. La richiesta fatta arrivare a via del Plebiscito è quella del rispetto rigoroso dello statuto: la nomina di un’ufficio di presidenza e semmai allargarlo ad esterni come appunto il direttore del Tg4.

Ma è proprio sul ‘peso’ degli incarichi che si gioca la partita. Il Cavaliere infatti vorrebbe conferire al direttore Mediaset deleghe precise, magari procedendo con un ingresso soft per poi passare ad una promozione in un secondo momento. Un’idea però, anche questa, che non piace ai dirigenti azzurri. Il ritardo della nomina dell’organigramma azzurro mette in discussione anche la kermesse per il ventennale di Forza Italia in programma a Roma per domenica 26. Il Cavaliere non ha ancora dato il via alla macchina organizzativa (i maligni sospettano che dietro ci sia anche la paura di un flop in termini di affluenza) tanto che la voce più insistente pare sia quella di un rinvio per ora senza una nuova data

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