Sochi a Sky, Giochi Rio alla Rai, Mondiali divisi

ROMA. – La trasmissione delle Olimpiadi invernali di Sochi per la prima volta in chiaro su Cielo, il canale free di Sky, è un’eccezione nel panorama dei diritti tv delle grandi manifestazioni sportive dei prossimi anni. I Mondiali di calcio 2014 e le Olimpiadi del 2016 si potranno infatti vedere, come tradizione, anche sulla tv pubblica. Anzi i Giochi di Rio, a differenza di quelli di Londra, saranno in esclusiva sulla Rai. Tutto discende dall’accordo ratificato dal cda Rai nel luglio scorso, secondo cui Sky conservava i diritti per le Olimpiadi invernali ma cedeva alla tv pubblica l’esclusiva dei Giochi di Rio, per i quali aveva acquisito i diritti, in cambio di 65 milioni di euro e altri accordi commerciali. La Rai potrà quindi trasmettere, se vorrà, 400 ore di dirette coprendo completamente la manifestazione brasiliana e utilizzando allo scopo sia i canali generalisti e che quelli tematici. La scelta di Sky è il segnale della volontà di puntare sugli sport più seguiti che coprono un’intera stagione e che portano abbonati, piuttosto che su eventi limitati nel tempo. Si spiega così l’acquisizione dei diritti di Formula 1 e da quest’anno anche del Motomondiale. Accordo raggiunto tra Sky e Rai anche sui Mondiali di calcio in Brasile, sulla scia di quanto accaduto per i Mondiali in Sudafrica del 2010. Sky trasmetterà tutte le 64 le partite in diretta. Le partite trasmesse in esclusiva saranno 39, mentre le restanti 25 andranno in onda in diretta anche sulla Rai, compresi ovviamente tutti gli incontri dell’Italia. A dettare legge, in materia, è la direttiva Ue ‘Tv senza frontiere’ del 1989, in base alla quale i Paesi membri possono esigere che eventi designati come “di particolare rilevanza” siano trasmessi gratuitamente, per garantire il diritto del pubblico a vederli. In applicazione di tale direttiva, nel luglio scorso la Corte Ue ha respinto i ricorsi di Uefa e Fifa, che chiedevano venisse garantita l’esclusiva su pay tv di Europei e Mondiali di calcio, contestando il fatto che queste partite costituissero eventi di particolare interesse per il pubblico. Esclusiva che, invece, secondo i giudici di Lussemburgo gli Stati membri possono vietare.

 

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