Letta al Colle, pronto a chiudere patto in una settimana

ROMA. – ”Messico e nuvole”, verrebbe da dire. Tante nuvole sono quelle che ha trovato a Roma Enrico Letta tornando dalla sua missione messicana per promuovere il sistema-Italia. Anche se tutti ora frenano, c’è sul tavolo di palazzo Chigi il dossier ‘rimpasto’. Mini o maxi si vedrà; ma da fare, prima o poi. La grana ‘Nunzia de Girolamo’ poi, che rischia di avvitarsi e fare male all’immagine dell’esecutivo. Un patto di coalizione ancora da costruire con alleati nervosi come Angelino Alfano o iperattivi come Matteo Renzi. Ce n’é abbastanza per consultarsi con Giorgio Napolitano che in queste ore di lontananza del premier ha auscultato il battito politico incontrando un po’ tutti, dallo stesso Renzi a Franceschini e Saccomanni. La situazione è infatti complessa e si gioca su più tavoli: da quello di un rinnovamento della squadra di Governo, agli accordi sulla legge elettorale passando anche dalle richieste ‘sociali’ di Renzi, (la modifica della Bossi-Fini e le Unioni civili), che tanto disturbano il centrodestra. Sul rimpasto spiega bene la situazione lo stesso Alfano: ”c’é una grande ipocrisia: tutti lo vogliono nessuno lo dice. Letta dovrá assumersi il peso, l’onere e la fatica di trovare la composizione”, conferma il vicepremier. Ma è il segretario del Pd ad andare giù duro alla vigilia dell’incontro con il premier Letta annunciato da fonti parlamentari per oggi: “il primo ministro è il capo del governo. Se si logora, si logora per le cose che fa. O che non fa. Non per il tentativo di altri di realizzare finalmente riforme attese da vent’anni”, ha ribadito Renzi che ha riunito la direzione del Pd. Direzione alla quale guarda con attenzione il presidente del Consiglio che, viene confermato, ha intenzione di chiudere il patto di coalizione – battezzato ‘Impegno 2014’ – entro la prossima settimana. La riunione di al Nazareno sarà ”il passaggio chiave” dal quale Letta si aspetta chiarimenti, ulteriori elementi per proseguire le consultazioni. Bocche cucite sul rimpasto, sia a palazzo Chigi che al Quirinale, anche se è chiaro che le antenne sono già puntate sempre sulla direzione Dem. Il cerino che potrebbe però accendere la miccia nella maggioranza è la legge elettorale sulla quale Letta cerca di tenersi alla larga. Ma è evidente che l’accelerazione di Renzi che sta preparando l’incontro ”per chiudere” con Silvio Berlusconi non agita solo il Pd. Il cercare consensi sulle riforme anche fuori dalla maggioranza allarma il Nuovo centro destra e preoccupa Letta. Il doppio tavolo sul quale gioca il sindaco di Firenze comporta un superlavoro di Colle e palazzo Chigi per rassicurare la squadra di Angelino Alfano che non sarà stritolato dal rientro in campo in grande stile del Cavaliere. “Renzi è il segretario del Pd, Letta il presidente: è bene che vadano d’accordo per il bene dell’Italia altrimenti il governo va in fibrillazione: non scarichino sull’Italia le competizioni interne al Pd”, spiega infatti Alfano che chiede a tutti ”patti chiari, amicizia breve e solo per un anno”. Ma Renzi assicura: ”con Letta ci vediamo o ci sentiamo praticamente tutti i giorni”. (Fabrizio Finzi/ANSA)