Minacce ebrei: sdegno Israele, pista estrema destra a Roma

Pubblicato il 26 gennaio 2014 da redazione

ROMA. – “Un incidente intollerabile e brutale”. Non lasciano spazio ad interpretazioni le parole del ministero degli Esteri israeliano che ha duramente condannato quanto accaduto negli ultimi due giorni a Roma, dove tre teste di maiale sono state recapitate alla comunità ebraica. Intimidazioni giunte alla vigilia del Giorno della Memoria di domani, in cui si ricorderà la Shoah, definita da papa Francesco “una vergogna per l’umanità”. “Mai più si ripetano tali orrori”, ha scritto Bergoglio al rabbino di Buenos Aires. Intanto sembrano essere ad una svolta le indagini della Digos per risalire a chi, nei giorni scorsi, ha spedito fisicamente i pacchi intimidatori. Appare ormai certo, infatti, che i mittenti siano romani. La pista più battuta, al momento, è quella legata ad ambienti di estrema destra. Proprio in occasione delle manifestazioni di domani per il giorno della Memoria, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nei punti sensibili e nei pressi della Sinagoga. Contemporaneamente la Procura di Roma ha aperto un fascicolo e con il passare delle ore si consolida l’ipotesi del reato di istigazione all’odio razziale. Solidarietà è stata espressa alla comunità ebraica da politici ed istituzioni religiose, compresa la Diocesi di Roma che ha manifestato “vicinanza e dolore ai fratelli ebrei”, condannando con forza l’antisemitismo alla vigili della Giorno della Memoria, che si celebra domani. A 48 ore dagli episodi che hanno colpito la comunità ebraica, dunque, non accenna a placarsi la polemica sui “gesti barbari” – come li ha definiti ieri l’Ucei – che hanno avuto come obiettivo la Sinagoga di Roma, l’ambasciata israeliana ed una mostra sulla cultura ebraica. “E’ sorprendente – ha detto il portavoce del ministero israeliano, Ygal Palmor – che questo possa essere accaduto a Roma. E’ sicuramente un incidente isolato e non un’ondata. Ma questo non vuol dire che sia meno offensivo. Non può essere tollerato”. “Non ci aspettavamo simili incidenti – continua -. Abbiamo piena fiducia nella polizia e nel fatto che saprà fare piena luce, assicurando alla giustizia i colpevoli”. E proprio gli agenti della Digos stanno passando al setaccio gli ambienti di estrema destra, sia fisici che virtuali, dai quali potrebbero essere partiti i pacchi anonimi. Il dipendente della società di spedizioni è stato già ascoltato la scorsa notte: le tre scatole erano arrivate il 23 sera al deposito di smistamento e forse lo scopo del mittente era proprio quello di far giungere a destinazione i pacchi domani, in occasione del Giorno della Memoria. Innumerevoli, anche oggi, i messaggi di solidarietà. La comunità religiosa islamica parla di “vili provocazioni” alle quali risponderà già domani partecipando ad alcune manifestazioni organizzate dalla comunità ebraica in occasione della Giorno della Memoria. “Vicinanza, solidarietà e dolore ai fratelli ebrei” è stata espressa invece dalla Diocesi di Roma. “I cattolici di Roma – afferma il portavoce del Vicariato, don Walter Insero – rinnovano la loro stima ed amicizia alla comunità ebraica, deplorano simili gesti, si impegnano ad erigere una barriera all’odio razziale e all’ignoranza della storia, ed implorano nella preghiera pace e rispetto per tutti”. Spunti di riflessione sulla vicenda saranno offerti anche domani, durante le numerose manifestazioni legate al Giorno della Memoria, in tutta Italia ed in particolare a Roma. In mattinata al Quirinale il presidente Giorgio Napolitano ricorderà la Shoah insieme con ex internati, deportati e studenti. Il ministro Kyenge e il sindaco di Roma Ignazio Marino saranno all’Auditorium parco della Musica dove gli studenti che lo scorso ottobre hanno partecipato al viaggio ad Auschwitz incontrano gli ex deportati Piero Terracina e Sami Modiano. Nel pomeriggio, alle 15.30, il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, pianterà un ulivo insieme al presidente del consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, nel Parco della Pace, alla Pisana. Roma, dopo l’affronto, non dimentica la tragedia della Shoah. (Domenico Palesse/ANSA)

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