Sicilia: Non solo blocco stipendi, Regione a collasso

PALERMO.  – Nella villa del Casale come in tanti altri siti archeologici e nei musei le toilette non vengono pulite da giorni perché non ci sono soldi per pagare le ditte, così il personale invita a non utilizzarli per impraticabilità; nel parco di Morgantina, ad Aidone, le linee telefoniche sono state tagliate perché non ci sono soldi per pagare le bollette, così l’ascensore, collegato al sistema d’allarme, è inutilizzabile. Al Genio Civile di Messina i dipendenti hanno fatto la colletta, mettendo un euro a testa, per comprare la carta; anche alla motorizzazione civile di Caltanissetta il personale si è auto-tassato per acquistare le risme e fare le fotocopie agli utenti. E’ la fotografia di quanto sta accadendo in Sicilia a causa del blocco della spesa, pari a mezzo miliardo di euro, dovuto all’impugnativa di buona parte della finanziaria regionale da parte del commissario dello Stato. Musei, enti, consorzi non hanno soldi in cassa per portare avanti i servizi. A parte dipendenti e pensionati della Regione che non hanno ancora ricevuto lo stipendio e l’assegno previdenziale di gennaio, e dovranno attendere ancora perché Palazzo d’Orleans tarda a pubblicare la manovra senza le parti impugnate (così come da ordine del giorno approvato nei giorni scorsi dall’Assemblea regionale), gran parte dei 450 uffici regionali sparsi nell’isola sono al collasso. Al Dipartimento della Funzione pubblica quasi tutte le stampanti sono fuori uso, mancano i toner e l’amministrazione non può ordinarli per mancanza di fondi. I magazzini di molti assessorati cominciano a svuotarsi e i fornitori non garantiscono le scorte perché non vengono pagati. La situazione più grave è negli uffici periferici, negli ispettorati del lavoro, nei centri per l’impiego, negli ispettorati forestali e nelle strutture di gestione di acque e rifiuti. All’Ente di sviluppo agricolo i trattori sono fermi per mancanza di carburante, con decine di aziende agricole in sofferenza. Le aree industriali, gestite dall’Irsap, sono in allarme. “Tutto si sta paralizzando”, avvertono Marcello Minio e Dario Matranga, segretari del Cobas/Codir, il sindacato più rappresentativo tra i 16 mila dipendenti della Regione. “Ormai il personale si porta le penne da casa per poter lavorare”, aggiungono i due sindacalisti. Il primo febbraio scadrà il bando per la fornitura dei ticket-mensa (7 euro) per i dipendenti regionali. “Probabilmente non si presenterà nessuno – sostiene il Cobas/Codir – perché il governo ha congelato i 350 mila euro previsti per il servizio, per cui senza soldi è impensabile che qualche azienda si faccia avanti. Eppure i ticket sono previsti dal contratto di lavoro, ma da due anni non viene rispettato”. Il sindacato conferma la mobilitazione in programma il 4 febbraio davanti la Presidenza della Regione, organizzata insieme al Sadirs, che rappresenta i dirigenti regionali. Per il sindacato occorrerà del tempo prima che torni la normalità negli uffici. “Anche se il bilancio dovesse andare in pubblicazione la prossima settimana, ci vorranno dei mesi per recuperare i disagi”, sostengono. E ancora: “Bastava andare in esercizio provvisorio, come negli anni passati, per evitare questo tracollo e invece Crocetta ha voluto forzare la mano e fare il primo della classe: questi sono i risultati”.  (Alfredo Pecoraro/ANSA)