Sochi: Italia in festa, Innerhofer storico argento

ROSA KHUTOR (RUSSIA).- L’Italia debutta ai Giochi di Sochi con un argento storico nella discesa libera, la gara più vecchia e forse più affascinante delle Olimpiadi Invernali: l’ha conquistata il bolzanino Christof Innerhofer, 29 anni, delle Fiamme Gialle. Grazie ad una gara perfetta, soprattutto nella prima parte, ha chiuso con un ritardo di soli sei centesimi dall’austriaco Matthias Mayer, divenuto campione olimpico con il tempo di 2’06”23. Bronzo al norvegese Kjetil Jansrud, staccato di 10/100, che ha preceduto il connazionale Svindal, uno dei favoriti della vigilia. Tra i grandi delusi c’è lo statunitense Bode Miller, solo ottavo. Quella di Innerhofer è la terza medaglia olimpica di sempre per l’Italia nella specialità: la prima nel ’52, quando Zeno Colò vinse l’oro ai Giochi di Oslo, la successiva nel ’76 con il bronzo a Innsbruck di Herbert Plank. Un buon viatico per la squadra azzurra e per il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha indossato un cappellino blu con la scritta 13 gialla, il suo numero portafortuna. ”Sono felicissimo, è vero che per sei centesimi non è arrivato l’oro, ma per quattro poteva essere bronzo. È stato un pieno di emozioni”, ha commentato Malagò’, che esordisce così’ alla sua prima Olimpiade con un argento, come Gianni Petrucci grazie a Rosolino nei 400 metri stile a Sidney. ”Grandi con la discesa, complimenti a Christof e agli altri. Avanti così, viva l’Italia”, gli scrive subito in un sms il premier, Enrico Letta, complimentandosi per la prima medaglia azzurra. Esulta anche il ct Claudio Ravetto, soddisfatto anche per le prove degli altri azzurri (settimo Peter Fill, 11/o e 12/o posto per Dominik Paris e Werner Heel): ”Non oso pensare cosa sarebbe stato l’oro, vuol dire che ci rimane un po’ di fame per le altre gare, speriamo di riuscire a continuare. Partire così tranquillizza molto la squadra”. Innerhofer aveva già partecipato ai Giochi di Vancouver ma senza podi. Poi aveva collezionato tre medaglie ai Mondiali 2011 di Garmisch e sei vittorie in coppa del mondo ma quest’anno non aveva vinto nulla. A Sochi però è arrivato in forma, con l’obiettivo di conquistare una medaglia. Lo si è visto subito quando si è presentato sicuro e sereno al cancelletto e ha cominciato a spingere, ricamando le curve di una pista da brivido che nella parte alta sembra disegnata per lui: -0,58 al primo parziale rispetto al primato di Mayer, -0,44 al secondo, -0,03 al terzo. Poi perde qualcosa nel tratto finale, forse anche a causa della neve che nel frattempo si è sciolta. Ma quando al traguardo si gira e vede il crono esulta, si lascia cadere a terra e poi alza il pugno della vittoria, tra gli applausi del pubblico. La sua è una vittoria frutto di freddezza, pignoleria ma anche di serenità. Durante i tre giorni di prova ha studiato la pista e i concorrenti piu’ temibili, guardandosi i video con le discese di Miller. Ieri pomeriggio si sentiva le gambe ”troppo molli” e ha fatto della bicicletta. ”Oggi però’ sono arrivato molto tranquillo, con grande serenita”’, ha spiegato. ”Il mio obiettivo – ha proseguito – era di affrontare questa gara come una chance, che cambia la vita a tre atleti ma gli altri possono dire di averci provato. Al cancelletto ho detto ‘toh, ora ci devi provare’, sono partito, ho fatto la seconda curva sentendo che mi sbatteva un po’ lo sci, e ho detto ‘no, devi spingere di più, questo non basta’. Da lì in poi ho cercato di divertirmi, di sciare aggressivo ma con la scioltezza giusta”. ”Dieci secondi prima dell’arrivo – ha raccontato – mi sono detto ‘ho fatto un giro figo’, tra poco saprò com’è andata”. E’ andata bene e questa medaglia, ha assicurato, ”è stata la più emozionante della mia carriera: non ci potevo credere”. ”Era il mio ultimo sogno, era l’unica cosa che mi mancava”, ha aggiunto, dedicandola a se stesso, ai suoi genitori e allo zio scomparso un anno fa. I problemi di schiena gli impediscono di programmare il futuro: ”Non so se riuscirò a continuare per uno, tre, cinque anni. Cerco di godermi il momento, di divertirmi, e quando sono in pista se vado bene dico ‘perfetto, è una cosa in piu”, se vado male dico ‘vabbe, domani avrò la prossima chance”. Oggi è andata bene, per lui e per l’Italia: carpe diem. (dell’inviato Claudio Salvalaggio/ANSA)