Rohani festeggia rivoluzione, negoziati ma senza minacce

Pubblicato il 11 febbraio 2014 da redazione

TEHERAN. – In un discorso al raduno di massa svoltosi nell’enorme piazza Azadì di Teheran in occasione del 35° anniversario della rivoluzione islamica iraniana, il presidente Hassan Rohani ha ribadito la volontà dell’Iran di condurre ”negoziati equi e costruttivi” sul proprio programma nucleare sospettato di puntare alla bomba atomica. Al tempo stesso però ha avvertito che gli Stati Uniti si illudono se pensano che la minaccia di attacco militare possa ammorbidire la posizione negoziale di Teheran, la quale punta ad assicurarsi per sempre l’uso pacifico dell’atomo. L’occasione del discorso è stata la manifestazione con cui l’Iran, soprattutto quest’anno vista la ricorrenza quasi tonda, celebra il giorno in cui l’11 febbraio 1979 fu dichiarata la vittoria della Rivoluzione islamica sul regime dello Scià. A differenza dei tre decenni e mezzo passati, quest’anno la ricorrenza cade nel pieno di negoziati internazionali ben impostati per risolvere la questione del nucleare iraniano, un attrito che rischia di degenerare in un conflitto scatenato da Usa e Israele. ”L’Iran è determinato a condurre negoziati equi e costruttivi”, ha detto Rohani ad una folla difficilmente stimabile ma molto ingente radunatasi con un spirito tutto sommato allegro nonostante slogan e cartelli bellicosi. ”Speriamo che una simile volontà esista anche negli altri”, ha aggiunto il religioso pragmatico-riformista intenzionato ad instaurare una ”positiva interazione” con il mondo dopo le chiusure del suo predecessore, Mahmud Ahmadinejad. Si tratta di un ”test storico per l’Europa e gli Stati Uniti” i quali, se rispetteranno i ”diritti” iraniani, ”riceveranno una positiva e appropriata risposta”, ha detto ancora Rohani. In un clima di retorica maturata in 35 anni di assedio cui è stata sottoposta la Repubblica iraniana, islamica e per vocazione anti-americana, Rohani ha messo in guardia sull’ ”opzione militare” prospettata dal presidente Barack Obama: credere che serva ”é un’allucinazione” e chi ne vede l’utilità ”ha bisogno di un nuovo paio di occhiali”, ha detto il presidente iraniano ricordando che per 35 anni l’Iran ”ha resistito alle minacce del nemico”. Per questo, oltre che essere ”contro la legge e la morale”, le minacce ”non hanno valore” e ”sono infantili”, ha detto il capo di governo ribadendo che ”il cammino della nazione iraniana” verso lo ”sviluppo e la tecnologia”, compresa quella ”nucleare pacifica, sarà perenne”. Rohani, come sottolineano i media iraniani, ha posto l’accento sul portato di ”libertà” della rivoluzione e sull’ ”unità” che la nazione continua a sperimentare nel seguirne i suoi principi. Esponenti di spicco della Repubblica come l’ex-presidente e grande manovratore della politica iraniana Akbar Hashemi Rafsanjani hanno interpretato la partecipazione di ”milioni” di persone a manifestazioni analoghe a quella di capitale svoltesi come al solito in tutto il paese come un sostegno ai negoziatori iraniani che stanno concordando limiti al programma nucleare di Teheran in cambio di una revoca delle sanzioni che strangolano l’economia iraniana. (Rodolfo Calò/ANSA)

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