Perché Obama entra nella storia: droni, gay, sanità

WASHINGTON.- Droni, diritti dei gay, riforma sanitaria. Ma soprattutto aver dimostrato che in America, un nero, una donna o un esponente di qualsiasi minoranza può conquistare la Casa Bianca. In occasione del Presidents Day, Politico.com, ha chiesto a dieci docenti di storia contemporanea di sintetizzare l’eredità del primo presidente afro-americano d’America e definire il posto che Barack Obama occupa nel pantheon della Casa Bianca. In un recente intervista al New Yorker, proprio Obama ha affrontato questo tema: “Alla fine, tutti noi, siamo parte del libro della storia che continua nel tempo. L’unica cosa che possiamo fare – ha osservato – è provare a scrivere il nostro paragrafo in modo giusto”. Il fatto di aver attraversato due guerre e una terribile crisi economica seconda solo alla Grande Depressione, a giudizio di molti tra questi analisti, ha accostato la presidenza Obama a quella di Dwight Eisenhower e Richard Nixon. Tuttavia, nessuno di loro aveva la stessa forza oratoria di Barack. E su questo punto, pensiamo alla sfida per la controversa Obamacare e ai grandi sforzi per salvare l’industria dell’auto, c’è chi paragona il presidente numero 44 a Franklin Delano Roosevelt, capace di trascinare un Paese intero ad appoggiare il suo programma di riforme sociali passato alla storia come New Deal. Tuttavia, per Douglas Brinkley, della Rice University, Barack avrà un posto speciale nella storia per essere stato il primo afro-americano a essere eletto alla Casa Bianca: “Con la sua vittoria, ha ispirato e incoraggiato donne, ispanici, asiatici, esponenti di ogni minoranza. Ha dimostrato che in America possono raggiungere qualsiasi traguardo”. Ma Obama, come ricordano tanti altri, è andato oltre, facendo passi concreti. E’ stato lui a nominare due donne alla Corte Suprema, di cui una “latina”. Poi ha difeso i diritti dei gay spingendo l’acceleratore sulle nozze tra persone dello stesso sesso. Inoltre, in tanti sono d’accordo che nel lungo termine, la sua riforma più importante sarà quella della sanità. Una legge che secondo molti di questi storici, malgrado le proteste, migliorerà la vita di milioni di americani. Luci e ombre sul fronte internazionale: molti notano la contraddizione di un presidente Nobel per la Pace, capace di far finire due guerre, ma che rimarrà alla storia per aver ucciso Osama Bin Laden e aver fatto ricorso massiccio di droni a livello planetario. Molto pragmatico Sean Wilentz, della Princeton University, secondo cui per Obama “tutto dipenderà da chi sarà il suo successore”. Se sarà un repubblicano, gran parte delle sue riforme saranno cancellate. E anche le conquiste dei suoi otto anni alla Casa Bianca, la sua immagine di grande rinnovatore verrà fortemente ridimensionata dal corso della storia.

 

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