Paese stremato, sia un Governo capace di risposte

ROMA. – Confindustria guarda “con fiducia” alla partita ancora aperta per la formazione del nuovo governo, non si sbilancia in giudizi sui nomi in corsa e su Matteo Renzi, ma mantiene alto il pressing perché sia un governo del fare e perché arrivino subito risposte che gli industriali invocano da tempo. Non conta chi c’è al governo ma sarà chiamato alla prova dei fatti, il tempo è scaduto, servono misure immediate: una posizione ancora una volta ampiamente condivisa dagli industriali in una riunione della Giunta di via dell’Astronomia. Sulla qualità del prossimo esecutivo “non possiamo avere ancora delle opinioni perché non sappiamo quali saranno i componenti”, dice il presidente Giorgio Squinzi, che nelle scorse settimane aveva incalzato con forza il premier uscente Enrico Letta, e che ora mantiene la linea: “Ci auguriamo”, avverte, che sia un governo “veramente capace di operare per dare delle risposte a un Paese che è stremato da una crisi che sta durando ormai da sei anni e che ha bisogno di uscirne il prima possibile. Ci auguriamo che da questa fase politica molto complessa alla fine esca un governo che sia capace di prendere le misure che servono al Paese per uscire dalla crisi”. All’Economia un tecnico o un politico? Per l’ex presidente di Confindustria, il presidente di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, per guidare il ministero dell’Economia, “l’importante è scegliere un buon tecnico o un buon politico. Come in tutte le cose della vita – dice – ci sono dei plus e dei minus in entrambe le opzioni”. Farà il ministro? viene chiesto. “Bellissimo questo palazzo… Avete visto come va bene il marchio della Ferrari…”. Con Renzi si sono incontrati “due giorni fa”: “Ho molta stima di lui”, dice prima di un nuovo incontro in serata, durato circa mezz’ora al termine del quale si limita a dire ”è andata bene, abbiamo parlato di Alitalia”, mentre secondo alcune indiscrezioni il presidente della Ferrari avrebbe declinato l’invito del premier incaricato ad entrare nel prossimo Esecutivo. Anche per Giorgio Squinzi per il Tesoro più che nomi e caratteristiche conteranno fatti e concretezza. Un tecnico o un politico? “Non ci poniamo problemi di questo tipo – risponde -, quello che noi sogniamo è un ministro dell’Economia che possa operare, che possa prendere i provvedimenti che servono all’economia ed al sistema delle imprese”. Le piacerebbe Graziano Delrio? “Sui singoli permettetemi di non esprimermi – ha risposto – . A livello personale ho molta amicizia e molto rispetto per Delrio, sicuramente in assoluto è un buon nome, ma permettetemi di non esprimere giudizi”. Intanto il presidente di Confindustria torna a chiedere che l’industria diventi un tema centrale, come hanno fatto “tutti i Paesi nostri competitor”. Rischiamo di “perdere il passo”. Serve una incisiva politica industriale e servono subito quelle “riforme che hanno un impatto diretto sulla competitività”. E’ di “un anno fa” l’agenda che gli industriali hanno dettato alla politica: “Ridurre i costi che gravano sulle imprese e che sono legati al lavoro, alla fiscalità, all’energia; sviluppare infrastrutture e reti; regole chiare e stabili; l’urgenza di liberare le imprese da una burocrazia soffocante e invasiva”. (Paolo Rubino/ANSA)
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