Paese stremato, sia un Governo capace di risposte

Pubblicato il 20 febbraio 2014 da redazione

ROMA. – Confindustria guarda “con fiducia” alla partita ancora aperta per la formazione del nuovo governo, non si sbilancia in giudizi sui nomi in corsa e su Matteo Renzi, ma mantiene alto il pressing perché sia un governo del fare e perché arrivino subito risposte che gli industriali invocano da tempo. Non conta chi c’è al governo ma sarà chiamato alla prova dei fatti, il tempo è scaduto, servono misure immediate: una posizione ancora una volta ampiamente condivisa dagli industriali in una riunione della Giunta di via dell’Astronomia. Sulla qualità del prossimo esecutivo “non possiamo avere ancora delle opinioni perché non sappiamo quali saranno i componenti”, dice il presidente Giorgio Squinzi, che nelle scorse settimane aveva incalzato con forza il premier uscente Enrico Letta, e che ora mantiene la linea: “Ci auguriamo”, avverte, che sia un governo “veramente capace di operare per dare delle risposte a un Paese che è stremato da una crisi che sta durando ormai da sei anni e che ha bisogno di uscirne il prima possibile. Ci auguriamo che da questa fase politica molto complessa alla fine esca un governo che sia capace di prendere le misure che servono al Paese per uscire dalla crisi”. All’Economia un tecnico o un politico? Per l’ex presidente di Confindustria, il presidente di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, per guidare il ministero dell’Economia, “l’importante è scegliere un buon tecnico o un buon politico. Come in tutte le cose della vita – dice – ci sono dei plus e dei minus in entrambe le opzioni”. Farà il ministro? viene chiesto. “Bellissimo questo palazzo… Avete visto come va bene il marchio della Ferrari…”. Con Renzi si sono incontrati “due giorni fa”: “Ho molta stima di lui”, dice prima di un nuovo incontro in serata, durato circa mezz’ora al termine del quale si limita a dire ”è andata bene, abbiamo parlato di Alitalia”, mentre secondo alcune indiscrezioni il presidente della Ferrari avrebbe declinato l’invito del premier incaricato ad entrare nel prossimo Esecutivo. Anche per Giorgio Squinzi per il Tesoro più che nomi e caratteristiche conteranno fatti e concretezza. Un tecnico o un politico? “Non ci poniamo problemi di questo tipo – risponde -, quello che noi sogniamo è un ministro dell’Economia che possa operare, che possa prendere i provvedimenti che servono all’economia ed al sistema delle imprese”. Le piacerebbe Graziano Delrio? “Sui singoli permettetemi di non esprimermi – ha risposto – . A livello personale ho molta amicizia e molto rispetto per Delrio, sicuramente in assoluto è un buon nome, ma permettetemi di non esprimere giudizi”. Intanto il presidente di Confindustria torna a chiedere che l’industria diventi un tema centrale, come hanno fatto “tutti i Paesi nostri competitor”. Rischiamo di “perdere il passo”. Serve una incisiva politica industriale e servono subito quelle “riforme che hanno un impatto diretto sulla competitività”. E’ di “un anno fa” l’agenda che gli industriali hanno dettato alla politica: “Ridurre i costi che gravano sulle imprese e che sono legati al lavoro, alla fiscalità, all’energia; sviluppare infrastrutture e reti; regole chiare e stabili; l’urgenza di liberare le imprese da una burocrazia soffocante e invasiva”. (Paolo Rubino/ANSA)

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(ANSA) - ROMA, 12 DIC - "L'obiettivo è prevenire perché ormai è scientificamente dimostrato che questa è la strada da seguire visto che al giorno d'oggi ci si può mettere in condizione di evitare che la malattia diventi definitiva. Qui si combatte per la trasparenza, per la volontà di avere chiarezza rispetto al passato, e siamo felici che questo premio sia istituzionalizzato qui al Coni". Lo ha dichiarato il presidente del Comitato olimpico nazionale, Giovanni Malagò, a margine della 9/a edizione del "Premio Andrea Fortunato-Lo sport è vita". La manifestazione punta da un lato a diffondere l'informazione per la prevenzione da parte degli atleti che praticano sport agonistico e non, e dall'altro a rendere obbligatoria l'adozione del Passaporto Ematico (intitolato a Andrea Fortunato, Flavio Falzetti e Piermario Morosini) che mira a inserire anche gli esami ematici tra quelli attualmente previsti come obbligatori per ottenere l'idoneità sportiva. Nel corso della cerimonia premiati tra gli altri Filippo e Simone Inzaghi.

17:00Calcio: Atalanta, Percassi “chiudiamo un anno straordinario”

(ANSA) - BERGAMO, 12 DIC - "Stiamo per concludere un anno straordinario, tra il quarto posto con 72 punti e la qualificazione all'Europa League. Da lì in poi non è andata così male, vedi la straordinaria cavalcata in coppa e l'incredibile primo posto nel girone conquistato giovedì scorso". Antonio Percassi, presidente dell'Atalanta, durante il tradizionale pranzo di Natale offerto alla stampa, traccia il bilancio del 2017 ormai agli sgoccioli. "Stiamo scoprendo quanto sia bello affrontare squadre che prima potevano vedere solo in televisione - ha proseguito il vertice societario -. La società continua la sua programmazione, a Zingonia con il settore giovanile stiamo procedendo con un investimento che va dagli 8 ai 10 milioni di euro per rinnovare la struttura. Il progetto legato allo stadio è in attesa delle autorizzazioni comunali, ma dopo il sorteggio dei sedicesimi mi sto pentendo di aver paragonato le curve a quella del Borussia Dortmund".

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(ANSA) - ISTANBUL, 12 DIC - La nota cantante turca Zuhal Olcay è stata rinviata a giudizio da un tribunale di Istanbul con l'accusa di aver "insultato il presidente" Recep Tayyip Erdogan durante un concerto dell'agosto 2016. Secondo la procura, l'artista avrebbe modificato il testo di una nota canzone turca, citando Erdogan in modo offensivo, oltre a fare un gesto di insulto con la mano durante l'esibizione. L'indagine è partita da una denuncia anonima, che ha portato a una verifica attraverso il video del concerto. Nella sua testimonianza ai magistrati, la 60enne Olcay ha sostenuto di aver citato Erdogan solo perché utile alla metrica della canzone e senza intenti offensivi, aggiungendo che il gesto non era rivolto al presidente ma a uno spettatore che l'aveva provocata. Per lei, riporta Anadolu, la procura ha chiesto una condanna fino a 4 anni e 8 mesi di prigione.

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(ANSA) - TORINO, 12 DIC - Bonifici per quasi sei milioni di euro, effettuati fra giugno 2016 e febbraio 2017 a soggetti terzi privi di apparente giustificazione. Parla di questo, e di un investimento di 45 milioni di euro per tipologia e rischiosità difforme rispetto alle policies della società, l'inchiesta della Procura di Torino su Finpiemonte. Lo afferma il presidente della finanziaria della Regione Piemonte, avvocato Stefano Ambrosini, che ha denunciato la vicenda in seguito ad un controllo di routine sui conti subito dopo il suo insediamento. "Nessuno di questi importi, in ogni caso, è idoneo a portare sotto la soglia di legge il patrimonio di vigilanza", precisa Ambrosini, secondo cui "immediatamente dopo la scoperta dell'accaduto, Finpiemonte ha depositato atto di denuncia/querela presso la competente Procura della Repubblica, nonché presso la Procura della Corte dei Conti, e ha avviato tutte le altre iniziative volte al recupero delle somme e al risarcimento dei danni".(ANSA).

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