Non arretra la protesta nel Paese

CARACAS – Prosegue la protesta in tutto il paese. Da San Cristobal a Mèrida, da Maracay a Valera, a Cumanà, a Caracas. Le maggiori città del Venezuela sono scosse da manifestazioni spontanee organizzate nei quartieri di classe media ma, in minor numero, anche in quelli più popolari.

Mentre il capo dello Stato, Nicolás Maduro, annuncia l’arresto di “mercenari” che nello Stato Aragua avrebbero cospirato ed addirittura erano pronti a far saltare in aria un’auto-bomba, e il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello, denunciava un “colpo di Stato” pianificato nei minimi dettagli e assicurava che non ci sarebbe stata tolleranza nei confronti dei ‘fascisti’, il Paese contava i suoi morti: 13 fino ad oggi.

Gli echi delle proteste che ormai quotidianamente si susseguono da un capo all’altro del Paese, sono giunti a Washington. Il presidente nordamericano, Barack Obama, una volta ancora ha invitato il presidente Maduro a trovare canali di comunicazione con l’Opposizione e a non responsabilizzare gli Stati Uniti di ciò che sta accadendo in Venezuela.

Ma la costruzione di canali di dialogo o ponti tra Governo e Opposizione pare impossibile. Ed infatti, il governatore dello Stato Miranda, non ha partecipato al ‘Summit’ dei governatori. Contrasti tra Governo e Opposizione anche per le festività di carnevale. Mentre il presidente Maduro, durante una manifestazione organizzata da motociclisti, ha invitato i venezolani a festeggiare il Carnevale; il Sindaco di Chacao, Ramón Muchacho ha sospeso ogni attività prevista per Carnevale, per rispetto alle vittime durante la protesta di questi giorni e per il clima di violenza che si respira nel suo Comune.  Dal canto suo, la deputata Maria Corina Machado, accompagnata da Lilian Tintori – l’italo-venezuelana moglie di Leopoldo Lòpez, il leader di Voluntad Popular in prigione – e l’attrice Norkis Batista ha convocato a un corteo di solo donne per domani. Un corteo, ha detto, “che sfilerà in silenzio” per esigere la libertà dei prigionieri politici e  la fine della repressione.

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