Lippi cambia idea, con Evergrande altri 3 anni

ROMA. – Appena un mese fa aveva dichiarato che ”ho un altro anno di contratto come allenatore di club, all’Evergrande, e non credo che rinnoverò anche se, sicuramente, non starò senza fare niente. Mi piacerebbe una bella nazionale”. Invece Marcello Lippi ci ha ripensato e con una virata a 360 gradi, convinto dall’insistenza del suo presidente Liu Yongzhuom, che non ha mai mollato anche quando ha detto di aver visto ”stanco” il suo allenatore, si è deciso a rinnovare con la società cinese. Rimane quindi per altri tre anni, fino al novembre del 2017 sulla panchina dell’Evergrande di Guangzhou, club fra i più ricchi non solo in Cina ma a digiuno di trofei da 23 anni, prima che arrivasse il ct campione del mondo nel 2006, che ha portato i suoi alla conquista del titolo nazionale (che ora si stanno avviando a rivincere) e della Champions League asiatica. L’annuncio via Weibo, equivalente cinese di Twitter, è arrivato un po’ a sorpresa ma non ammette repliche: Lippi rimane, e resta invece misteriosa la cifra che ha portato il tecnico italiano a questo prolungamento contrattuale. I suoi dirigenti gli avrebbero promesso anche qualche altro rinforzo, e non è quindi da escludere che nei prossimi mesi l’Evergrande si faccia avanti per qualche altro protagonista del campionato italiano, dopo l’acquisto di Alessandro Diamanti dal Bologna. ‘Alino’ ha preso il posto di una delle stelle della squadra di Guangzhou, l’argentino Conca che ha deciso di tornare a Rio nell’amato Fluminense. Alla decisione di Lippi potrebbe non essere stato estraneo il fatto che, nel frattempo, la federcalcio cinese abbia scelto il 57enne francese Alain Perrin, ex Lione e Marsiglia, come nuovo ct della nazionale attualmente al numero 88 della classifica Fifa. A Lippi quel posto sarebbe piaciuto, lo aveva anche detto nell’intervista a Fox Sports, ma in fondo è più gratificante, a livello di ambizioni, rimanere nell’Evergrande e tentare di nuovo la conquista del titolo continentale per poi giocare un altro Mondiale per club. Magari cercando di evitare un colosso come il Bayern di Guardiola che, nel dicembre scorso, ha mandato in frantumi il sogno iridato di milioni di cinesi.