Afghanistan: Karzai accusa, gli Usa mi hanno tradito

Pubblicato il 03 marzo 2014 da redazione

NEW YORK. – Dopo 12 anni di guerra, il presidente afghano Hamid Karzai si sente tradito dagli Stati Uniti. Sente che molti afghani “sono morti in una guerra che non era la loro”. Era, afferma, una guerra “per la sicurezza degli Usa e per gli interessi occidentali”. A poche settimane dalla fine del suo mandato, Karzai punta ancora una volta il dito accusatore contro l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Obama, e ribadisce di non aver alcuna intenzione di firmare l’accordo bilaterale di sicurezza con Washington. “E’ meglio che (gli americani) lo firmino con il mio successore”, che emergerà dalle elezioni presidenziali del 5 aprile, spiega in un’intervista al Washington Post, la prima ad un giornale americano da oltre due anni. Una eventualità, quella di trattare con il suo successore, già esplicitamente delineata dal presidente Obama, quando è divenuto ormai chiaro che Karzai non intende dare il suo benestare all’accordo raggiunto lo scorso ottobre e che dovrebbe definire la presenza delle forze Usa in Afghanistan per il dopo 2014, quando terminerà il mandato Nato. Un accordo che é stato peraltro approvato anche dall’assemblea di oltre 2.500 anziani e leader tribali, la Loya Jirga. Ma gli Stati Uniti hanno trascurato di concentrarsi sui veri obiettivi, sui ‘santuari’ dei talebani in Pakistan, afferma Karzai, secondo il quale al Qaida “è più un mito che una realtà”, e gran parte dei prigionieri degli Stati Uniti erano innocenti. Tanto che, quando c’è stato il passaggio della responsabilità della prigione della base di Bargam dagli Usa al governo afghano, Karzai ha disposto la liberazione di decine detenuti, nonostante le proteste americane. Karzai, che é arrivato ad affermare gli americani potrebbero aver svolto un ruolo in attacchi terroristici in Afghanistan per indebolire il suo governo, ritiene che alzare il tono delle critiche sia il solo modo per essere ascoltato. “Non ho altre armi, non ho altri mezzi che parlare al pubblico per ottenere l’attenzione. In altre parole sono costretto a urlare”. Il vero dolore per il presidente sono però le migliaia di vittime dei bombardamenti americani, soprattutto tra i civili. Nell’intervista ne ha parlato con le lacrime agli occhi, scrive il Wp. E forse, non a caso, proprio iin questi giorni il governo afghano ha fatto sapere che secondo conteggi ampiamente incompleti, sono almeno 13.700 i membri delle forze di sicurezza afghane uccisi e 16.500 feriti negli ultimi 10 anni, alle cui famiglie sono stati erogate delle compensazioni. Allo stesso modo, le famiglie di civili che hanno avuto compensazioni sono 12.336, ma secondo l’Onu le vittime sarebbero molte di più, oltre 14.000 solo dal 2009. Anche per questo Karzai ha concluso l’intervista esortando i giornalisti del Wp di esprimere agli americani “i miei auguri e la mia gratitudine. E al governo americano la mia collera, la mia grande collera”.

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