Usa: Libero dopo 30 anni nel braccio della morte

NEW YORK. – Ha trascorso quasi 30 anni dietro le sbarre del Louisiana State Penitentiary, in attesa di essere giustiziato. Oggi invece è di nuovo un uomo libero. Glenn Ford, 64 anni, di colore, è stato scarcerato per non aver commesso l’omicidio per il quale venne condannato. Secondo i media americani nessun prigioniero nella storia moderna degli Stati Uniti è mai rimasto nel braccio della morte così a lungo prima di essere riconosciuto innocente. “Trent’anni della mia vita, per qualcosa che non ho fatto, e ora non posso tornare indietro”, ha raccontato l’uomo dopo i suoi primi passi fuori dal penitenziario. “Quando sono entrato in carcere i miei figli erano bambini, mentre ora sono grandi e mi hanno reso nonno”, ha aggiunto. E a chi gli chiedeva come stava, ha risposto: “La mia mente va in tutte le direzioni, ma mi sento bene”. Ford era stato condannato a morte per l’omicidio di un gioielliere per il quale aveva svolto qualche lavoretto occasionale, avvenuto il 5 novembre del 1983. Ad incastrarlo fu una donna di nome Marvella Brown, che in seguito testimoniò di aver mentito. Si trattava della fidanzata di Jake Robinson, che Ford aveva identificato come sospettato dell’omicidio nelle prime fasi delle indagini. L’uomo si è sempre dichiarato innocente, ma ci sono voluti tre decenni perchè un giudice della Louisiana lo scagionasse sulla base di nuove informazioni che confermano la sua versione dei fatti: Ford non era presente sul luogo del reato, nè fu in alcun modo coinvolto nell’omicidio. Il giudice, ha spiegato l’avvocato di Ford, ha riconosciuto che il processo è stato “compromesso da legali inesperti e dal fatto che alcune prove sono state dichiarate inammissibili”. “Inoltre – ha continuato – sono state soppresse alcune prove, incluse le dichiarazioni fornite da un informatore e un rapporto della polizia”. Gli avvocati inizialmente nominati come difensori non avevano mai affrontato un processo per omicidio in tribunale. E diversi osservatori hanno anche notato che Ford, un uomo di colore, fu condannato nel 1984 da una giuria di soli bianchi: un caso per il quale i suoi legali non avevano l’esperienza e la competenza necessarie. (Valeria Robecco/ANSA)

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