Ira Usa-Ue, voto Crimea illegale. Arrivano sanzioni

Pubblicato il 16 marzo 2014 da redazione

NEW YORK. – L’ira di Barack Obama e dell’Europa si abbatte sul Cremlino. Washington e Bruxelles – quando ancora in Crimea i seggi erano aperti – mandano a dire a Mosca che non riconosceranno mai i risultati di un referendum che considerano “illegale”, “contrario alle leggi internazionali” e svoltosi “sotto la minaccia di un intervento delle truppe russe”. Solo poche ore prima Vladimir Putin non si era mosso di un millimetro dalla sua linea: il voto in Crimea è valido e la Russia rispetterà la volontà espressa dai suoi abitanti. Un concetto che in serata il leader russo ha ribadito allo stesso Obama nel corso di un rovente botta e risposta telefonico: “Il referndum e’ pienamente conforme al diritto intenazionale”. Non lo riconosceremo mai”, ha ribadito il presidente Usa, invitando energicamente Putin a porre fine alle incursioni in territorio ucraino e ad accettare la scesa in campo di osservatori internazionali per prevenire atti di violenza. La tensione è alle stelle. La Casa Bianca parla di “azioni pericolose e destabilizzanti” da parte della Russia, condannando con fermezza anche i movimenti di soldati nella regione a est dell’Ucraina ai confini con la Crimea, che hanno fatto gridare Kiev all’invasione. “Basta provocazioni”, tuona il segretario di Stato americano John Kerry al telefono col ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, col quale negli ultimi giorni aveva tentato, senza riuscirvi, di trovare una soluzione alla crisi. Anche il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione Ue, Manuel Barroso, ribadiscono come La soluzione alla crisi in Ucraina può essere fondata solo “sull’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza del Paese”. Mentre il premier Matteo Renzi fa sapere che l’Italia “sta lavorando insieme alla Francia, la Germania, la Gran Bretagna perché si possano ridurre le frizioni e perché si possa dare il messaggio che il diritto internazionale è difeso e salvaguardato, cosa che non sta avvenendo”. Tutto sembra pronto per il varo di sanzioni pesanti e senza precedenti contro la Russia. Misure che vadano a colpire le persone e gli interessi economici e commerciali legati all’attuale leadership di Mosca. Nelle prossime ore a Bruxelles si riuniranno i ministri degli Esteri della Ue e prenderanno una decisione. Le cancellerie europee sembrano quelle più decise nell’andare avanti con la linea di estrema fermezza nei confronti di Putin, mentre a Washington ancora si discute tra ‘falchi’ e ‘colombe’ su che livello di risposta mettere in campo. E’ ora che si intraprendano “passi concreti per imporre dei costi” a chi è responsabile di questa escalation che minaccia la stabilità internazionale, afferma la Casa Bianca. Ma il team di Obama sta ancora valutando cosa fare. Forte il pressing di chi vorrebbe una linea durissima nei confronti del Cremlino: non solo congelando i beni di individui e aziende ‘vicine’ al presidente russo, ma prendendo anche in considerazione l’ipotesi di aiuti militari al governo di Kiev, sotto forma di armi, munizioni e coinvolgimento degli 007 Usa. Una richiesta che del resto sarebbe già arrivata a Washington proprio dal governo provvisorio dell’Ucraina, e a cui la Casa Bianca avrebbe per ora risposto di no. In molti nell’amministrazione statunitense sono però per una strategia più ‘soft’, temendo il rischio di un’escalation della situazione dagli sviluppi imprevedibili. E molte aziende Usa che hanno interessi in Russia temono rappresaglie da parte di Mosca, e per questo chiedono cautela. Insomma, saranno le prossime ore a dire quale linea prevarrà. Intanto Kiev ha chiesto all’Osce di inviare d’urgenza osservatori nell’est filorusso dell’Ucraina, e di ciò hanno anche parlato al telefono Angela Merkel e Vladimir Putin, concordando sulla necessità di approfondire la questione. (Ugo Caltagirone/ANSA)

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19:29Inter: Spalletti “Abbiamo sbagliato la ripresa”

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Dispiace sicuramente aver perso, un po' di più perché è passato un po' di tempo dall'ultima e non eravamo più abituati". E' amareggiato il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, dopo il primo ko stagionale, contro l'Udinese. "Ma ce la siamo un po' andati a cercare - le sue parola a Premium - perché nel 2/o tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati timidi e poi loro sono stati bravi, hanno fatto valere la loro fisicità. Oggi non ci è girata tanto bene". Spalletti esclude che il ko possa essere 'figlio' di un calo fisico: "No, assolutamente. L'aspetto fisico mi è sembrato a posto ma nella ripresa abbiamo sbagliato molto tecnicamente e dove abbiamo aumentato la distanza tra i reparti. La differenza l'ha fatta la gestione errata della palla. Il gruppo in testa ha fatto un girone d'andata tutto in volata, è stato uno sprint continuo. Ora chiaramente chi si siede un attimo rischia di essere superato. Noi non volevamo questo, eravamo convinti di fare un'altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita".

19:11Studi a rischio per figli teste giustizia, programma mirato

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

19:05Trasferimento beni: giudizio immediato per Massimo Nicoletti

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il Palermo batte la Ternana e conserva il primo posto nella classifica di serie B dopo 19 giornate, inseguito a tre punti dal Bari, vittorioso a Perugia. Il Cesena frena il Parma, che scivola al terzo posto accanto al Frosinone, che a sua volta pareggia, a Carpi. Un punto a testa anche per Empoli e Cremonese. Risultati: Foggia-Venezia 2-2 (ieri); Avellino-Ascoli 1-1; Carpi-Frosinone 1-1; Cremonese-Empoli 1-1; Entella-Salernitana 0-2; Palermo-Ternana 1-0; Parma-Cesena 0-0; Perugia-Bari 1-3; Pro Vercelli-Spezia 0-2. Domani si giocano Brescia-Cittadella e Pescara-Novara.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'intelligence sudcoreana è convinta che ci sia Pyongyang dietro gli attacchi hacker alle criptovalute, in particolare Bitcoin, e che Pyongyang abbia così accumulato milioni in valuta virtuale. Lo riferisce la Bbc. Almeno 7 milioni di dollari sono stati rubati, oggi hanno un valore decuplicato di 82,7 milioni. Inoltre, gli hacker si sono impadroniti dei dati personali di almeno 30.000 persone. Secondo gli esperti, l'obiettivo dell'attacco è quello di evadere le sanzioni fiscali a cui è sottoposto la Corea del Nord. Da tempo si sospetta che Kim Jong-un abbia accumulato un presunto tesoretto di Bitcoin da usare contro le pesanti sanzioni imposte al Paese.

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