Le proteste a P. Altamira, arrestato il professore italo-venezuelano Nico Di Rienzo

CARACAS – E’ stato arrestato a Piazza Altamira, nel corso delle proteste che ormai quotidianamente sconvolgono gli abitanti del Comune di Chacao, il professore italo-venezuelano Nico Di Rienzo. Di Rienzo, professore di amministrazione e contabilità dell’Università Santa Maria, sarebbe stato fermato durante un blitz della Guardia Nazionale, ammanettato e obbligato a salire in moto. Stando alle testimonianze di alcuni presenti assieme al professore italo venezuelano sarebbero stati arrestati anche alcuni giovani studenti.  Il professore, di 37 anni, è stato portato al Core 5 della Guardia nazionale. Le proteste, represse dalla Guardia Nazionale e dalla Polizia, proseguono in tutto il Paese.

Intanto, sono stati liberati due dei tre giovani studenti italo-venezuelani arrestati la sera di giovedì scorso mentre, a Piazza Altamira, protestavano pacificamente assieme ad altri universitari. Si tratta della diciannovenne, Rocìo Gabriela D’Ettore, studentessa dell’Università Simòn Bolìvar e di Andrea Vechionacce. La prima è stata liberato con l’obbligo di presentarsi ogni 30 giorni al Tribunale, l’altro invece ha ottenuto la piena libertà. Al momento di scrivere la nota, Armando Maglione era ancora in carcere. Sarà liberato non appena la famiglia paghi la cauzione e consegni la documentazione richiesta.

I tre italo-venezuelani, che hanno vissuto un’esperienza che tarderanno a dimenticare, sono stati catturati assieme ad una quarantina di giovani studenti mentre protestavano contro la repressione violenta che ha caratterizzato l’intervento della Polizia e della Guardia Nazionale nelle ultime settimane. L’intervento della Polizia Nazionale Bolivariana è stata definita, da alcuni ragazzi presenti, quasi un agguato. I giovani sono stati arrestati, fatti montare in moto e condotti alla Stazione della Polizia Nazionale Bolivariana di Sucre, nel popolare quartiere di Catia.

La liberazione dei connazionali è stata resa possibile solo grazie all’intervento immediato degli avvocati del “Foro Penal Venezolano” e delle università Simòn Bolìvar, Catòlica ‘Andrès Bello’ e Centrale del Venezuela, che in queste circostanze costituiscono un eccellente ‘team’ di lavoro.

Durante l’arresto, Armando Maglione, l’unico italo-venezuelano ancora in carcere, sarebbe stato duramente maltrattato dalla Polizia riportando una profonda ferita nella fronte che avrebbe richiesto 3, 4 punti di sutura.

Purtroppo, i casi di arresti con violenza al limite della violazione dei Diritti Umani si ripetono in tutto il Venezuela. E sono puntualmente denunciati dagli avvocati del “Foro Penal Venezuelano”. Non si tratta solamente di maltrattamenti e percosse, ma anche di minacce verbali, che hanno gravi ripercussioni psicologiche sui giovani, e di reclusione in celle destinate a criminali ben più pericolosi di giovani studenti che, in molti casi, hanno appena 18 o 19 anni.

Intanto, stando alle ultime informazione, Gustavo Adolfo Paniz, il giovane leader di “Un Nuovo Tiempo”, nonostante l’interessamento dell’On. Fabio Porta, che nei giorni scorsi si è comunicato personalmente con la nostra Ambasciata chiedendo informazioni e sollecitando un suo intervento, e il Senatore Fausto Longo, che ha chiesto l’intervento della ministro degli Esteri Mogherini, non sarebbe stato ancora rilasciato. Il giovane Paniz, che sarebbe in possesso della doppia cittadinanza, è stato arrestato lo scorso mercoledì 12 e portato a Fuerte Tiuna.

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