Papa: per Fortune è il leader più importante del mondo

CITTA’ DEL VATICANO. – Dopo la rivista Time che l’ha eletto “uomo dell’anno” del 2013, dopo la “bibbia” del rock, il Rolling Stone, che l’ha messo in copertina, ora la rivista economica Fortune, indica papa Francesco come il leader più importante e influente del mondo, mettendolo al primo posto in una classifica di 50 nomi dove alla piazza d’onore figura la cancelliera tedesca Angela Merkel. Al terzo posto della classifica di Fortune, visibile sul sito della rivista, c’è invece Alan Mulally, amministratore delegato della Ford.

“Poco più di un anno fa, uno sbuffo di fumo bianco ha annunciato il nuovo leader spirituale di 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo – scrive Fortune sul suo sito a proposito del Pontefice -. Nel breve tempo trascorso, Francesco ha elettrizzato la Chiesa e ha attirato legioni di ammiratori non-cattolici impostando energicamente una nuova direzione”. “Egli – prosegue – ha rifiutato di occupare i sontuosi appartamenti papali, ha lavato i piedi di una detenuta musulmana, viene condotto in giro per Roma su una Ford Focus, e notoriamente ha chiesto ‘Chi sono io per giudicare?’ per quanto riguarda la visione della Chiesa su propri membri gay”. Fortune ricorda quindi che Bergoglio “ha creato un gruppo di otto cardinali per consigliarlo sulla riforma, che uno storico della Chiesa chiama il ‘passo più importante nella storia della Chiesa degli ultimi 10 secoli'”. Secondo la rivista Usa, “il lavoro più duro ce l’ha ancora davanti. Eppure i segni di un ‘effetto Francesco’ abbondano: in un sondaggio a marzo, un cattolico su quattro dice di aver aumentato quest’anno la sua beneficenza ai poveri. Tra questi , il 77% ha detto che era dovuto in parte al Papa”. Sempre per Fortune, la seconda classificata tra i “The World’s 50 Greatest Leaders”, Angela Merkel, “può essere il leader nazionale di maggior successo nel mondo di oggi. E’, in pratica, il leader dell’Unione europea, che nel suo complesso è la più grande economia del mondo, e la Merkel ha tenuto quella posizione per quasi nove anni. Ha svolto il ruolo principale nella gestione delle crisi del debito in Europa, mantenendo intatta l’Ue durante anche la Grecia veniva messa sulla strada della ripresa”. Tra gli altri leader classificati, dopo Mulally della Ford al terzo posto, al quarto figura Warren Buffett, al quinto Bill Clinton, al sesto la Nobel birmana Aung San Suu Kyi, al settimo il comandante delle forze Usa in Afghanistan, generale Joe Dunford, all’ottavo Bono degli U2, al nono il Dalai Lama, al decimo il fondatore di Amazon, Jeff Bezos.

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