10 mesi di carcere per Scarano e Lucchese

Pubblicato il 20 marzo 2014 da redazione

CARACAS –10 mesi e 15 giorni di reclusione nel carcere militare di Ramo Verde e destituzione dalla carica di Sindaco. Ecco, questi sono i provvedimenti presi dal “Tribunal Supremo de Justicia” nei confronti del primo cittadino di San Diego, l’italo-venezuelano Enzo Scarano. La sentenza è stata letta dalla magistrato Gladys María Gutiérrez Alvarado. Il connazionale è stato accusato di non aver seguito le disposizioni del TSJ e aver permesso che fossero innalzate barricate, durante le proteste antigovernative delle scorse settimane che il più delle volte si sono concluse con violenti scontri tra manifestanti e Forze dell’Ordine.

Enzo Scarano, oriundo di Nocera Inferiore in provincia di Salerno, dopo essere stato rinchiuso in una delle celle del Sebin – la polizia politica venezuelana – è stato trasferito al carcere militare di RamoVerde.

Gerardo Blyde, Sindaco di Baruta e avvocato costituzionalista, ha sottolineato che  le accuse mosse nei confronti del sindaco italo-venezuelano sono prive di fondamento poiché si baserebbero “su quanto pubblicato in una pagina web”.
Voci di corridoio, raccolte durante il processo a Enzo Scarano, sostengono che il Sindaco italo-venezuelano – eletto nel dicembre scorso con il 75% dei voti – pagherebbe oggi l’atteggiamento di sfida assunto durante lo sciopero del 2002, quando affrontò le Forze dell’Ordine e difese la propria azienda piazzandosi davanti ai mezzi blindati ed impedendo che la Guardia Nazionale, allora comandata dal Generale Luis Felipe Acosta Carlés (diventato poi Governatore di Carabobo) potesse entrare nell’area dove erano parcheggiati i camion cisterna della ditta “Transportes Ferrari”, proprietà di un altro connazionale. Con il suo gesto evitò, allora, che quei camion cisterna, tra l’altro in disuso, fossero sequestrati. Simpatizzanti ed amici del Sindaco sostengono, inoltre, che gli avversari non riuscendo a sconfiggerlo nelle urne, avrebbero deciso di agire percorrendo altre vie.

Assieme al Sindaco di San Diego, Enzo Scarano, è stato arrestato un altro connazionale. Si tratta di Salvatore Lucchese. Quest’ultimo, nato a Salerno e arrivato in Venezuela molto piccolo assieme ai genitori, era il direttore della Polizia del Comune di San Diego. Anche per Lucchese, che come il Sindaco Enzo Scarano dovrà scontare la pena di 10 mesi e 15 giorni nel carcere militare di Ramo Verde,  l’accusa è di aver disobbedito alle indicazioni date dal “Tsj”.

Il ministro degli Interni, Rodriguez Torres, nel commentare la sentenza del “Tsj” ha affermato che “tutti i venezuelani hanno diritto a manifestare e a protestare in maniera pacifica”. E ha aggiunto:

– E’ importante che si sappia che gli organismi dello Stato, in questo caso il Governo, agiscono in difesa dei diritti della maggioranza e non per proteggere quelli di un piccolo gruppo; un gruppetto che con la scusa del diritto alla protesta abusa, crea disagi al resto dei cittadini e cerca di creare problemi di governabilità  all’Esecutivo.

In quanto all’arresto del Sindaco di San Cristóbal, Daniel Ceballos,  il ministro ha sottolineato che egli “non solo non ha fatto rispettare la legge ma si è reso complice delle violenze aiutando e sostenendo le manifestazioni avvenute a San Cristóbal”.

Il ministro, quindi, ha informato che fino ad oggi sono 31 le vittime della protesta, 461 i feriti e 1.854 gli arresti realizzati durante le manifestazioni degenerate in violenza. Ha però tenuto a precisare che solo 121, dei quasi 2.000 arrestati sono ancora in stato di fermo.

Intanto si è appreso che a San Diego, il piccolo comune dello Stato Carabobo, non sono mancate manifestazioni di solidarietà nei confronti del Sindaco e della sua famiglia. La Giunta comunale, dopo una lunga e travagliata riunione, ha nominato Sindaco provvisorio Pablo Antonio Dominguez mentre Sandra Oblitas, esponente del Consiglio Nazionale Elettorale, ha dichiarato che prossimamente si provvederà a stabilire una data per nuove elezioni nel Comune “carabobeño”.

La Console Reggente, Jessica Cupellini, raggiunta telefonicamente dalla Voce, ha confermato che sia Scarano che Lucchese hanno passaporto italiano e, quindi, godono della doppia nazionalità. Ha poi informato che, “è stata chiesta la visita consolare per i due connazionali” e assicurato anche l’interessamento della nostra Ambasciata.

Certo, mai como oggi sarebbe stata opportuna la visita della delegazione dei parlamentari della Circoscrizione America Meridionale – gli onorevoli Fabio Porta (pd) e Mario Borghese (Maie) e dei senatori Fausto Longo (Pd) e Claudio Zin (Maie) – che sarebbero dovuti arrivare il 21 marzo e che ora sono attesi in Venezuela per  l’8 aprile.                     Au.Taz.

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