Bari: Reddito di cittadinanza per le famiglie in difficoltà

BARI. – E’ soddisfatto e orgoglioso il sindaco di Bari, Michele Emiliano, perchè sul finire del suo secondo mandato il Comune ha introdotto con voto unanime il reddito di cittadinanza per le famiglie che si trovano in una situazione di povertà e disagio. “Finalmente ci siamo riusciti – dice – è un tentativo molto serio: prende spunto da sollecitazioni dei sindacati, M5S e settori illuminati della società”. In via sperimentale e per un anno, 500 famiglie baresi già seguite dai servizi sociali riceveranno 400 euro al mese volti a sostenere il reddito ma anche a realizzare un percorso di reinserimento lavorativo. L’intervento prevede un finanziamento di due milioni di euro nell’ambito di un mix di iniziative contro la povertà previste dal Piano sociale di Zona 2014-16 varato l’altra sera dal consiglio comunale. Il piano sarà esecutivo a fine aprile dopo la Conferenza dei servizi e il reddito di cittadinanza comincerà ad essere assegnato presumibilmente entro l’estate. ”Si tratta di un reddito minimo che consenta – spiega Emiliano – di superare il momento di crisi lavorativa e che abbassi i costi del welfare”. “Oggi si chiama reddito di cittadinanza – ha detto ancora – ma è l’evoluzione di misure, come il salario di inserimento, che questa amministrazione ha già sperimentato con successo negli anni passati”. Rispetto agli interventi precedenti, spiega l’assessore al Welfare Ludovico Abbaticchio, cambia completamente lo spirito perchè si esce dalla logica delle prebende e si entra invece in quella della inclusione. Il Piano sociale di zona prevede un finanziamento complessivo di oltre 69 milioni di euro il 45,7% dei quali a carico del Comune. Per il sindaco si tratta di una sorta di “Piano regolatore dei servizi sociali” la cui sezione più corposa (7,5 mln di euro) prevede interventi di “rafforzamento del contrasto della povertà”. In questo ambito, a fianco alla novità della sperimentazione del reddito di cittadinanza, c’è anche quella del sostegno alle famiglie che hanno subito uno sfratto esecutivo (quasi 400.000 euro). Ci sono poi interventi in favore dei senza fissa dimora (oltre 1.700.000 euro); il minimo vitale per le famiglie con minori in condizioni particolarmente difficili (450.000 euro); un contributo per le ragazze madri (400.000 euro); contributi economici mirati (560.000 euro); e due milioni di euro come contributo alloggiativo. Infine, contributi per mense e dormitori (200.000).

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