Parlamentari eletti all’Estero, vivace incontro con la Collettivitá nel Civ-Caracas

Pubblicato il 09 aprile 2014 da redazione

CARACAS – Le attese non sono state tradite. L’incontro al Centro Italiano Venezolano di Caracas della delegazione di parlamentari con la Collettività è stato molto vivace e punteggiato anche da momenti di alta tensione. Ma la passione, negli interventi, non ha mai superato i livelli di guardia.

Dopo un breve preambolo dell’Ambasciatore Paolo Serpi e del presidente del Comites, Michele Buscemi, in maniera molto succinta gli Onorevoli Fabio Porta, Renata Bueno, Mario Borghese e i senatori Claudio Zin e Fausto Longo illustravano le ragioni del loro viaggio e le impressioni ricevute durante gli incontri con politici filo-governativi e dell’opposizione. La parola quindi passava ai tanti presenti, alcuni arrivati anche da Maracaibo, Barinas, Valencia e Maracay.

Tanti i connazionali che con coraggio e incisività hanno preso il microfono per denunciare l’uso eccessivo della forza nella repressione delle proteste studentesche, esprimere preoccupazione per gli arresti di studenti, per le torture e i maltrattamenti a cui sono sottoposti e per le minacce e presunti ricatti ai familiari dei giovani in stato di fermo. Si sono lamentati per il clima di insicurezza, hanno confessato il timore di nuovi espropri, e così via di seguito. C’è stato anche chi ha protestato per la tassazione della casa in Italia ai residenti all’estero. Non sono mancate critiche ai nostri Consolati, lamentele nei confronti dell’Ambasciata, alla quale è stato chiesto un ruolo più incisivo ed efficace nelle attuali circostanze, e accuse al Governo italiano, considerato troppo timido nell’esigere a quello del presidente Maduro il rispetto dei Diritti Umani e Civili nel reprimere le proteste.

I deputati e senatori hanno ascoltato in silenzio e con attenzione. E, alla fine degli interventi, hanno garantito ai presenti che si faranno eco in Italia delle preoccupazioni che sono state loro espresse. Concludevano la Console Reggente, Jessica Cupellini, che rassicurava sull’intervento consolare a tutela dei cittadini italo-venezuelani arrestati  nelle proteste, e l’Ambasciatore Serpi che spiegava come, a differenza di altre nazioni con posizioni più severe nei confronti del governo del presidente Maduro, l’Italia deve agire con maggiore cautela proprio per tutelare gli interessi di quasi due milioni di italo-venezuelani. Poi, con tono inusualmente energico, chiedeva alla Collettività, che dal dopoguerra ad oggi in Venezuela ha vissuto con coraggio e serenità la dittatura militare degli anni ’50, la rivoluzione del ’58, gli anni di piombo della guerriglia a cavallo tra la decade del ’60 e quella del ’70, le crisi economiche dall’89 in poi, i colpi di Stato degli anni ’90 e, più recentemente, lo sciopero generale e il Colpo di Stato del 2002, di tenere i nervi ben saldi, di non perdere la testa e di non essere degli italiani piagnucolosi.

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