Siria: le armi chimiche di Assad, gas mostarda e iprite

ROMA. – Un arsenale di armi chimiche ”da far impallidire il mondo”: così gli scienziati americani hanno definito lo stock di armi non-convenzionali di Damasco. Un arsenale che Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Israele, con diverse sfumature, ritengono sia stato usato dal regime contro i ribelli.  La Siria, che ha aderito alla Convenzione contro le armi chimiche solo lo scorso settembre sulla scia dell’accordo mediato da Usa e Russia per lo smantellamento del suo arsenale, ha dichiarato di possedere 1.200 tonnellate di agenti chimici, dai gas mostarda come l’iprite (il più pericoloso perché agisce da solo, senza cioè altre reazioni chimiche) ai nervini, come il Sarin e il VX. Tra i gas mostarda il più noto è appunto l’iprite, che prende il suo nome da Ypres, la località belga dove venne utilizzato per la prima volta, nel corso della Iª guerra mondiale dai tedeschi, il 22 aprile 1915. Causa problemi respiratori e piaghe sulla pelle. I gas nervini, come il sarin – utilizzato dalla setta Aum Shinrikyo in un attentato alla metropolitana di Tokyo nel 1995 che causò la morte di 12 persone e oltre 6.000 intossicati, e che gli 007 occidentali e israeliani pensano sia stato usato in Siria – spengono invece ghiandole e muscoli, possono bloccare le funzioni respiratorie, e nei casi più gravi determinare perdite di coscienza, paralisi, convulsioni, blocco del respiro e morte. E saranno proprio le 560 tonnellate di iprite e precursori del Sarin ad essere neutralizzate a bordo della nave Usa Cape Ray. Le fabbriche del regime siriano sono situate a al-Safira (che è anche una base missilistica per gli Scud), ad Hama, Homs, Lattakia, Palmira e nel centro hi-tech alle porte di Damasco. I 12 siti non sono più in grado di produrre dopo la missione di ispettori Opac dello scorso autunno che li hanno smantellati. Ma restano in piedi: si tratta di 7 hangar e 5 tunnel che i siriani vorrebbero, in contrasto all’accordo internazionale, riutilizzare per scopi pacifici. Le munizioni possono essere montate sui missili, Damasco ne ha a disposizione centinaia con una gittata massima fino a 700 km degli Scud-D di fabbricazione nordcoreana, su proiettili di artiglieria oppure su bombe da lanciare con gli aerei.

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