Europa League: Juve soffre ma conquista semifinale

 TORINO. – Missione compiuta, la Juventus è in semifinale di Europa League. Dopo sei anni riporta una squadra italiana tra le “final four” di una coppa europea e ci ritorna 11 anni dopo la semifinale giocata con il Real nella Champions che poi avrebbe perso ai rigori contro il Milan. Non è stato facile l’approdo: la Juventus da tempo ha perso lo smalto migliore ed il Lione è stato da applausi, ha provato con umiltà ed impegno a capovolgere il pronostico. Ne è venuta fuori una partita che ha lasciato a lungo la qualificazione in bilico, ed il pubblico di fede bianconera in ansia. E’ stato provvidenziale due volte Buffon a salvare il pareggio, facendosi perdonare l’incertezza sul gol di Briand. Altrettanto provvidenziale la deviazione di Umtiti sul tiro di Marchisio che ha fatto tirare a conti e ai 40 mila dello ‘Juventus Stadium’ un bel sospirone di sollievo. La Juventus credeva forse di avere messo al sicuro il biglietto grazie ad un’altra punizione magistrale di Pirlo, la terza dell’ultimo periodo dopo quelle decisive per le vittorie con il Genoa e la Fiorentina (in Europa League). Così ha mollato un po’ la presa, mentre i francesi, quasi che lo svantaggio li avesse colpiti nell’onore, hanno rialzato la testa. Il Lione è cresciuto poco alla volta: il gran movimento, anche senza palla, dei suoi giocatori, ha confuso le idee ai bianconeri. Anche questa volta Malbranque riusciva a limitare Pirlo, mentre la prima punta Lacazette creava spazi per i compagnie le incursioni di Tolisso aprivano vuoti sulla fascia presidiata da Asamoah. Senza nessuno che riuscisse a rimettere ordine, il pareggio del Lione era nell’aria ed è arrivato al 18′ Briand uomo-ovunque bravo a sorprendere Marchisio e Buffon su uno spiovente. La Juventus ha protestato – e non era la prima volta – per un fallo di Bedimo su Tevez lanciato in area, ma la migliore palla-gol è capitata ancora al Lione: la staffilata di Gonalons respinta in tuffo da Buffon è stata l’ennesima conferma che la partita si era fatta in salita. Lione da applausi, Vucinic da fischi: tra una protesta el’altra, un passaggio sbagliato e un aggancio fallito, Conte è stato costretto a far preparare Llorente. E quando il ‘Re Leone’ ha cominciato a riscaldarsi lo ‘Juventus Stadium’ ha caldeggiato un cambio rapido, ancora prima della fine del tempo. Che invece è finito con la Juve ancora contratta. Ma quando Conte si è deciso a fare il famoso cambio gli applausi per lo spagnolo ed i fishci per il montenegrino si sono mischiati. Poco dopo Tevez avrebbe rotto il suo lungo digiuno europeo – cinque anni senza reti – con uno splendido gol di testa in torsione, ma il guardalinee ha colto un fuorigioco di rientro. Ma il tiro di Marchisio sporcato da Umtiti ha tolto il pathos al finale. Juve avanti, Lione fuori a testa alta. (Renato Botto/ANSA)