Berlusconi affidato in prova ai servizi sociali

MILANO. – Il provvedimento con cui il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso a Silvio Berlusconi l’affidamento in prova ai servizi sociali è stato notificato ai legali dell’ex premier. Al momento non si sa ancora se il leader di Forza Italia svolgerà, come anche da lui proposto, attività di volontariato. L’ex capo del Governo a questo punto dopo avere firmato il verbale con le prescrizioni stabilite dai giudici avrà colloqui, si presume con scadenza mensile, con il responsabile dell’ufficio esecuzione penale estere l’Uepe, di Milano. All’esito della prova il tribunale di sorveglianza valuterà l’estinzione della pena.  Silvio Berlusconi andrà ad assistere gli anziani in un centro per anziani a Cesano Boscone (Milano) della Fondazione Sacra Famiglia. E’ quanto l’Ansa apprende da ambienti vicini a Silvio Berlusconi.

Diventa Breaking news sui siti dei maggiori quotidiani internazionali la notizia dell’affidamento dell’ex premier Silvio Berlusconi ai servizi sociali. Dalla Bbc al Financial Times, dalla Cnn ai tedeschi Spiegel, che gli dedica l’apertura, Sueddeutsche Zeitung e Frankfurter Allgemeine Zeitung, fino alla France Presse, tutti riportano la decisione del tribunale di Milano.

Cos’è l’affidamento ai servizi sociali

E’ considerato la misura alternativa alla detenzione più ampia, l’affidamento in prova ai servizi sociali, concesso a Silvio Berlusconi dal tribunale di sorveglianza di Milano. Disciplinato dall’articolo 47 dell’ordinamento penitenziario, ha l’obiettivo di evitare alla persona condannata i danni derivanti dal contatto con l’ambiente penitenziario e consiste nel suo affidamento al Servizio sociale per un periodo uguale a quello della pena da scontare. Può essere concesso solo a chi deve scontare una condanna, anche come residuo di pena, non superiore ai tre anni di reclusione (ma questi limiti non valgono se il reo è un malato affetto da Aids conclamata) a condizione che il suo comportamento faccia ritenere che questa misura possa avere per lui effetti rieducativi. Se il condannato è in libertà, come nel caso di Berlusconi, la richiesta va presentata al pm. La decisione spetta però al tribunale di sorveglianza competente, che provvede con un’ordinanza, dopo aver valutato se ricorrono i presupposti necessari e se non c’è pericolo di fuga. Con l’ordinanza vengono anche fissate le prescrizioni che il condannato dovrà seguire: sul lavoro e sui rapporti con il Centro di Servizio Sociale, innanzitutto, ma anche sulla sua stessa libertà di movimento; obblighi che possono arrivare sino al divieto di frequentare determinati posti o di svolgere attività o avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati. Se il condannato rispetta quanto gli è stato prescritto, per il periodo corrispondente alla condanna da scontare, la pena ed ogni altro effetto penale si estinguono.