Vaticano, il 5 maggio rapporto sulla tortura

CITTA’ DEL VATICANO. – Il 5 e 6 maggio la Santa Sede, con altri 8 Stati, presenterà a Ginevra il suo rapporto iniziale sulla Convenzione contro la tortura (Cat) al relativo comitato. Lo ha detto padre Federico Lombardi sottolineando che la Santa Sede “non è stata convocata in modo particolare”. Vista la natura della Cat, la Santa Sede vi ha aderito “esclusivamente a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano”. Lombardi ha detto “no a letture ideologiche” sulla presentazione del rapporto.

Il 5 e 6 maggio dunque, ha riferito padre Lombardi, la Santa Sede, con altri otto paesi – Cipro, Lituania, Guinea, Montenegro, Sierra Leone, Tailandia, Uruguay – presenterà il suo Rapporto iniziale sulla Convenzione contro la tortura (Cat), seguendo la “procedura ordinaria alla quale aderiscono tutti gli Stati parte della Convenzione. Cioè, ha sottolineato padre Lombardi, la Santa Sede “non è stata convocata in modo particolare” ma “come tutti gli altri stati che hanno aderito, è tenuta a presentare il suo rapporto”. La adesione alla Convenzione, ha spiegato padre Lombardi, è da parte della Santa Sede, ma non “é per la Chiesa universale”: “Visto il tipo di obblighi previsti dalla convenzione infatti la Santa Sede nel 2002 vi ha aderito esclusivamente a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano”. Ciò si comprende considerando che “la convenzione ha dettagli di carattere giuridico, e interessa la legislazione dello Stato della Città del Vaticano e non la Chiesa in tutto il mondo”. “La Santa Sede – ha aggiunto Lombardi – continua ad attuare gli obblighi assunti per conto dello Stato della Città del Vaticano e a presentare rapporti periodici, secondo le procedure previste”, ma “anche il dibattito deve tenere conto dell’oggetto della convenzione”. “Non bisogna fare – ha rimarcato il portavoce – letture ideologiche dei punti della convenzione per portare avanti le proprie battaglie di idee, bisogna stare al testo, agli obblighi assunti, alla loro interpretazione e applicazione e – ha aggiunto a proposito di domande sulla pedofilia – non si tratta della convenzione sulla protezione dei bambini”.

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