Snam: crisi Ucraina non spaventa, monitorare stock

MILANO. – Il prossimo inverno gli italiani non dovranno temere il freddo, in quanto la fornitura di gas sarà garantita, anche a fronte della crisi Russia-Ucraina. Però bisogna tenere d’occhio i siti di stoccaggio. ”Non prevedo criticità di approvvigionamento del gas per il prossimo inverno, ma bisogna monitorare bene il periodo estivo che serve per il riempimento degli stoccaggi, che a novembre devono essere pieni”, spiega l’amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, in occasione dell’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2013, chiuso in utile (705 milioni), e l’attribuzione del dividendo (0,25 euro ad azione, di cui 0,10 già pagati). Per il 2014 la società stima ”risultati operativi in linea con il 2013” ed una riduzione del costo del debito (da 3,6% a 3,3%), mentre valuta l’emissione di nuovi bond, ma ”non stiamo valutando un mercato retail in questo momento”, indica Malacarne. Oggi l’ad si è assicurato un compenso fisso lordo annuo di 860 mila euro contro 833 mila nel 2013 (da marzo), mentre è stabile a 400 mila euro lo stipendio del presidente, Lorenzo Bini Smaghi. In futuro, alla luce del tetto imposto agli stipendi dei manager delle società partecipate dal Tesoro, ”vedremo quando ci saranno i rinnovi della nostra società”, ha detto Malacarne, apprezzando le nomine di tre donne alla guida di Eni, Enel e Poste. Tornando alla crisi ucraina, non ha avuto ”un impatto negativo” su Snam, sostiene il top manager, sottolineando il ruolo chiave della società in situazioni di potenziale criticità, poiché ”la capacità di scambiare flussi di gas in caso di mancanza di approvvigionamento del gas russo fa parte della nostra posizione strategica”. ”I nostri stoccaggi – spiega – sono dimensionati in modo tale che se una fonte primaria viene meno si riesce a supportarla”. Neanche l’andamento della domanda di gas, ”prevista molto piatta per quest’anno e con un incremento limitato al 2025”, avrà ricadute ”su ricavi e crescita” della società. Quanto all’ipotesi di importare il gas liquido americano, secondo Malacarne, non arriverà in Europa e in Italia ”prima di cinque anni”. Lo shale gas è una fonte di approvvigionamento ”importante”, ma se ”non diminuisce il prezzo è difficile importarlo” nel Vecchio Continente.

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