Maratona blindata, Boston la forte torna a correre

WASHINGTON. – Boston ‘la forte’ torna a correre. Un anno dopo la strage, la città vince la sua sfida, torna alla normalità, batte la paura e organizza al meglio una maratona che rilancia la sua immagine al livello mondiale. Un’edizione molto particolare, la 118/a, della corsa più antica al mondo. Lungo il percorso degli oltre 42 chilometri, sono stati messi quaranta check point, 100 telecamere e impiegati oltre 3500 agenti. Insomma, eccezionali misure di sicurezza, per la ‘Boston Marathon’ più blindata della storia, la prima dopo la strage dell’anno scorso che provocò tre morti e circa 260 feriti, saltati in aria per colpa di un ordigno artigianale, posto a due passi dalla linea del traguardo da due fratelli ceceni, Dzhokhar e Tamerlan Tsarnaev. Quel maledetto 15 aprile del 2013, alle 14.49, tutta la città si mobilitò per aiutare i feriti, sostituendo la rabbia e l’indignazione con il coraggio, la solidarietà e la voglia di andare avanti. Nei giorni scorsi è stato il momento del ricordo e della memoria. Proprio il 15 aprile, a un anno dalla tragedia, da Washington é arrivato il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden che assieme alle autorità locali e a centinaia tra parenti delle vittime e soccorritori si sono dati appuntamento al Hynes Convention Center per una cerimonia solenne di tributo ai caduti. Quindi un alzabandiera e un minuto di silenzio sul luogo della strage. Barack Obama lanciò un messaggio semplice ma forte: “Oggi rendiamo omaggio all’incredibile coraggio di tanti bostoniani di fronte a una tragedia che lascia senza parole. Ma lunedì, quando il sole sorgerà di nuovo sul luogo dell’attentato, a Boylston Street, in occasione del Patriot’s Day – disse Obama – centinaia di migliaia saranno di nuovo assieme per la nuova edizione della maratona. Tutti loro mostreranno al mondo cosa vuol dire ‘Boston Strong’, come una città ha scelto di tornare a correre”. E così è stato. Oggi, é stato il giorno della riscossa e dell’orgoglio, tanta era la voglia di riprendersi la città, di rioccupare le sue strade, armati di scarpette, magliette e voglia di normalità. Un successo già al momento delle iscrizioni: sulla linea di partenza, nella cittadina di Hopkinton, alla periferia di Boston, di prima mattina ci sono già 36mila ‘runners’ entusiasti, circa 9000 in più rispetto all’anno scorso. E se l’anno scorso, subito dopo le bombe, lo slogan fu ‘Boston Strong’, quest’anno é diventato ‘Boston Stronger’. Da forte a più forte. Per la cronaca, in questo clima così patriottico, tra gli uomini vince un cittadino americano, come non capitava dal 1983. Si chiama Meg Keflezighi, un nome non certo ‘yankee’, visto che è nato ad Asmara, Eritrea. Ma è cresciuto in California, dove è arrivato all’età di 12 anni. (di Marcello Campo/ANSA)