Champions: Mourinho torna a Madrid e stuzzica Simeone

MADRID. – Tra i tanti motivi di interesse che una semifinale di Champions ha già di per sè, Atletico Madrid-Chelsea, in programma domani sera al Vicente Calderon, offre certamente una chicca in più: il ritorno di Josè Mourinho nella capitale spagnola. Tre anni alla guida del Real hanno lasciato il segno, nel club e tra i tifosi, che lo hanno osannato e fischiato in un rapporto di odio-amore andato in onda al Santiago Bernabeu. Lo ‘special one’ torna a Madrid per sfidare Diego Simeone e i suoi ‘colchoneros’, contro i quali, tra l’altro, ha perso l’ultima sfida, la finale di Coppa del Re 2013, chiudendo l’ultima stagione con “zero tituli” e regalando all’Atletico il primo derby dopo 14 anni. Ora, i suoi ex cugini poveri di Madrid sono il penultimo ostacolo che si frappone tra il tecnico portoghese e la gloria, ossia 3 Champions (o Coppa Campioni che sia), come d’altronde anche Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Le sue tre stagioni al Real sono state piuttosto deludenti, anche se ha vinto una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna, complice l’aver fallito la missione principe per cui era stato assoldato, l’agognata “decima”, che potrebbe diventare adesso la nemesi calcistica in salsa blues. E prima di affrontarlo in campo Mou stuzzica Simeone a parole: “Non credo”, risponde seccato quando gli chiedono se il ‘cholo’ sia migliore di lui. “E’ difficile paragonare due tecnici e sarebbe meglio evitare – risponde – Non è giusto paragonare qualcuno con 15 anni di esperienza a qualcuno che ne ha decisamente di meno. Non mi piace fare questo genere di cose. Ho sentito cose belle (su Simeone, ndr), ma non sono d’accordo”. Della serie, prima vinca quanto ho vinto io e poi ne riparliamo. I riconoscimenti all’avversario però non mancano: “Nessuna squadra arriva in semifinale di Champions se non è un’ottima squadra e non ci sono eccezioni”. Senza Eto’o, che ha problemi al ginocchio, toccherà probabilmente all’ex di lusso, Fernando Torres, partire titolare: “Non so se Fernando partirà titolare, dico solo che è uno che non si nasconde. So che è un tifoso dell’Atletico, un grande tifoso direi, ma è un professionista. Non ho dubbi che se domani andrà in campo darà il massimo per il Chelsea”. Sull’altra panchina troverà il tecnico rivelazione dell’anno, quel Simeone che da una parte lo osanna (“Ho amato tremendamente il Real di Mourinho, una squadra solida e veloce”, ha detto tempo fa) e dall’altra non lo teme affatto. “Sarà una semifinale equilibrata e difficile come è giusto che sia – le parole del ‘cholo’ alla vigilia – e un duello che verrà deciso dai dettagli. Il lavoro di squadra sarà un aspetto molto importante per tirare fuori quelle qualità che potrebbero decidere il match. Non siamo squadre uguali, ma abbiamo caratteristiche simili. Siamo due squadre che subiscono pochi gol, forti in difesa e in grado di ripartire in verticale. Rispettiamo i nostri rivali, ma siamo concentrati solo su noi stessi”, aggiunge il tecnico argentino che poi minimizza il caso Courtois: “Lo vedo pieno d’entusiasmo, come i suoi compagni, e nessuno mi ha detto che non posso utilizzarlo”. Poi glissa sul futuro: “Lo United? Con tutto il rispetto io sono concentrato solo sulla partita di domani in Champions”.
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