Renzi rilancia, ora penso a pensionati e partite Iva

ROMA. – Non indosserà la maglia numero 8 al fianco di Baggio e Batistuta. Matteo Renzi rinuncia “anche se mi costa caro”, confessa, alla partita del Cuore per chiudere le polemiche sulla par condicio. Ma non l’offensiva contro M5S che “non ha paura di me calciatore ma di chi vuole cambiare l’Italia”. E’ un’altra la porta in cui il premier tenterà di mettere a segno un gol: vincere le europee dimostrando che fa sul serio e che, dopo aver dato 80 euro, “non un’elemosina”, manterrà gli impegni con sgravi per incapienti, partite Iva e pensionati. I sondaggi confermano che il decreto Irpef è tutta salute per il Pd a quasi un mese dalle elezioni. Ma il premier non ci sta ad ascoltare chi critica le misure del governo come mossa elettorale. “Altro che misura elettorale – taglia corto nella prima diretta twitter #matteorisponde da quando è entrato a Palazzo Chigi – è una rivoluzione nel modo di concepire il rapporto tra stato e cittadini. Datevi pace, i soldi arrivano e a chi fa polemica noi rispondiamo lavorando e non inseguendo le meschinità altrui”. E nel mirino finisce il principale competitor del Pd: Beppe Grillo. “I comici milionari – attacca Renzi – dicono che 80 euro sono una presa in giro. Se provassero a vivere con 1200 euro al mese non lo direbbero”. Polemiche a parte, il premier guarda avanti: oggi ha avuto a Palazzo Chigi un lungo vertice con il ministro Marianna Madia per chiudere entro aprile la riforma della pubblica amministrazione. Semplificare è la parola d’ordine del prossimo decreto con un occhio ai cittadini e alle imprese che “vanno aiutate riducendo la burocrazia”. D’altra parte anche la riforma del lavoro, che oggi ha incassato la fiducia alla Camera rinviando eventuali modifiche al Senato, punta, secondo il premier, a togliere i lacci che ostacolano l’aumento dell’occupazione. Contro l'”emergenza” lavoro, Renzi non crede che la ricetta giusta sia l’introduzione del reddito minimo: “Non sono d’accordo sul fatto che il reddito minimo di cittadinanza crei posti di lavoro. Abbassare le tasse è giusto”. In questa direzione si muove il governo: nei prossimi mesi, come annunciato approvando il decreto Irpef, si cercheranno le risorse per dare il bonus anche agli incapienti e per intervenire sulle partite Iva. Più lunghi, invece, i tempi per un aiuto ai pensionati sotto i mille euro: “nel 2014 – aveva spiegato il premier aprendo la campagna elettorale a Torino – non ce la facciamo ma nel 2015 è un impegno”. L’obiettivo è “rilanciare l’economia” e un pil che “quest’anno è stato negativo, anzi disastroso” senza sforare i parametri europei. Risparmiando, in primis, sulla macchina statale: dopo i tagli ai manager il premier punta a far calare la scure sugli uffici periferici dello Stato. “Faccio un esempio: che senso ha che la Ragioneria centrale dello Stato abbia le sedi in tutte le province?”, spiega, parlando con i follower e facendo capire che la spending 2014 è stato solo un antipasto. Ma oltre al risparmio, il governo punta seriamente a usare meglio i fondi europei, che finora “l’Italia ha buttato via per colpa di burocrati e politici che hanno fallito”. Domani il sottosegretario Graziano Delrio andrà in missione ad Atene, al meeting dei ministri della Coesione. Ma anche Renzi non sta fermo: “la prossima settimana faremo un incontro ad hoc e lanceremo un’iniziativa”, annuncia senza svelare i dettagli.