Berlusconi  minaccia Renzi, riforma del Senato invotabile

ROMA. – Dopo 14 mesi Silvio Berlusconi torna in tv e sceglie il salotto di “Porta a Porta” per aprire di fatto la campagna elettorale per le europee. Consapevole di poter calcare poco la scena sotto i riflettori (da lunedì inizia ufficialmente i servizi sociali) e preoccupato dai sondaggi poco lusingheri, l’ex premier decide di alzare il tiro come mai aveva fatto prima contro Matteo Renzi, arrivando a mettere in discussione anche il patto del Nazareno sulle riforme. E dicendosi anche pronto alle elezioni anticipate, se necessario. I toni sono quelli di un vero e proprio ultimatum sul modello di Senato: “non c’è nessun impegno da parte nostra”, avverte il Cavaliere che non esita a bocciare anche l’ipotesi che palazzo Madama si esprima sul testo prima delle elezioni europee. Berlusconi va anche oltre, mettendo in discussione anche L’Italicum: “con un sistema monocamerale è incostituzionale”. Poi aggiunge: “ho l’impressione che la legge sia spiaggiata”. Insomma, un Berlusconi pronto a strappare quel patto siglato con il premier e tante volte rivendicato. E forse proprio per evitare di arrivare ora alle estreme conseguenze della rottura, ed essere accusato poi di non voler fare le riforme, il cav decide all’ultimo momento di tirare il freno a mano: “Manteniamo gli impegni – precisa verso la fine della registrazione della trasmissione -, anche un Senato non elettivo”, a patto però che si proceda come stabilito e cioè con l’approvazione prima della legge elettorale. Che l’obiettivo però sia quello di sparigliare le carte e non lasciare tutta la scena a Renzi e a Beppe Grillo è comunque chiaro, tant’è vero che il Cavaliere poi rilancia il suo affondo. Nulla dal punto di vista umano contro Renzi, anzi, “è molto simpatico”, confida. E’ sul piano politico che arriva la sonora bocciatura: “Il governo fino ad oggi non ha fatto nulla” ed il premier da “rottamatore si è trasformato in simpatico tassatore”. A finire nel mirino sono gli ormai noti 80 euro stanziato dall’esecutivo per le fasce più deboli: “una mancia” frutto “dell’aumento delle tasse tra cui quella sua casa” e che non servirà ad aumentare i consumi: “la gente è preoccupata – osserva – quei soldi saranno messi a risparmio”. Insomma, “una manovra elettorale” è il giudizio di Berlusconi, convinto che se fosse stato lui a palazzo Chigi non gli sarebbe stata concessa una ‘mossa’ del genere a ridosso delle urne. E’ infatti il Capo dello Stato a finire nel tritacarne del Cavaliere. Berlusconi ribadisce la convinzione di una “regia” dietro la fine del suo governo attribuita all’inquilino del Colle e a Gianfranco Fini pronto a prendere il suo posto al governo: “ho 12 testimoni che hanno sentito la voce di Napolitano che parlava con Fini”. Parole poco tenere le riserva anche ad Angelino Alfano, che replica con altrettanta durezza parlando a Napoli, a cui rimprovera l’addio nel momento in cui aveva “più bisogno”. Mi ha dato un dolore immenso”. E allo storico portavoce Paolo Bonaiuti, che ha lasciato Fi per andare con il Nuovo Centrodestra, dice: “Non sono dispiaciuto di ‘perdere pezzi’ se vanno via persone che pensano solo alle poltrone”. Le fibrillazioni interne non lo preoccupano, anzi. l’ex premier si dice convinto che con la nuova struttura dei club le elezioni politiche possono riservare sorprese in termini di consenso. Poco interessato alle europee di cui sembra curarsi poco (almeno in apparenza) anche in termini di sondaggi(“sono convinto che possiamo arrivare al 25%”),il vero traguardo sono le elezioni politiche a cui l’ex capo del governo è convinto di poter arrivare recuperando tutti i voti del 2008 e toccare soglia 36%. I toni cambiano quando si parla di magistratura. Rispetto al passato infatti il Cavaliere evita i soliti attacchi ma si limita solo a definire “ingiusta” la sentenza Mediaset: “sono convinto che sarà annullata”. In attesa però Berlusconi si prepara ai servizi sociali nel centro anziani di Cesano Boscone. Il Cavaliere si candida a fare il giardiniere, ma non esclude anche altro: “posso fare anche lavori più umili”. (Yasmin Innagiray/ANSA)

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