Svolta sui marò, Italia apre procedura internazionale

Pubblicato il 24 aprile 2014 da redazione

ROMA. – L’Italia decide di dare una “svolta” nella vicenda dei marò. Dopo oltre due anni di niente di fatto, con i due fucilieri di marina ancora trattenuti a Delhi, Roma ha preso carta e penna e mandato una nota a Delhi con cui apre una “nuova fase”, quella della procedura internazionale che, sembra ormai scontato, sfocerà in un arbitrato internazionale. Una “nuova fase”, annuncia il ministro degli Esteri Federica Mogherini che, con la collega della Difesa Roberta Pinotti, oggi e’ intervenuta ad un’audizione in Senato, che segna anche l’uscita di scena dalla vicenda di Staffan De Mistura, l’inviato speciale sul caso dei governi Monti, Letta e, fino ad oggi, Renzi. Il suo ruolo è “esaurito” spiega il capo della diplomazia italiana tenendo a sottolineare non solo “i ringraziamenti per la dedizione e l’impegno” ma anche la totale “condivisione” della scelta con l’interessato che ha partecipato “con il suo lavoro, all’elaborazione del nuovo passaggio”. Parole ribadite dallo stesso De Mistura che “condividendo” la svolta decisa dal Governo sottolinea, ora, la necessità di una nuova squadra che segua la vicenda. Una nuovo team, probabilmente molto più specifico sui temi di diritto internazionale vista la via scelta, su cui si sta lavorando: “Servono figure nuove, stiamo definendo un collegio di esperti, guidato da un coordinatore” per la nuova fase, ha spiegato la responsabile degli esteri. E, intanto, Roma decide anche di far tornare a Delhi – da dove non si vuole commentare il passo deciso dall’Italia – l’ambasciatore italiano, Daniele Mancini che era stato ‘richiamato’ per le forti divergenze e l’escalation di tensione con Delhi sul caso. “Abbiamo deciso di rimandarlo a Delhi per seguire la nuova fase e le elezioni nel paese”, ha spiegato la Mogherini mentre il ministro Pinotti ha sottolineato come il “governo lavori unito sulla vicenda. Siamo usciti dall’alveo bilaterale, per innalzare il contenzioso a livello internazionale: siamo ancora aperti a discutere con gli indiani” ma “non abbiamo altra via che ricorrere all’arbitrato internazionale”, ha spiegato la responsabile della Difesa ribadendo che “non accettiamo un processo indiano di cui non riconosciamo la validità”. E mentre l’obiettivo resta il ritorno a casa dei marò, anche in attesa della definizione della vicenda legale, De Mistura si dice “totalmente convinto che l’Italia saprà riportare in Patria con onore” Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. La “svolta” decisa dal Governo riscuote, intanto, un coro bipartisan di approvazione. “Mi sembra sia la strada giusta. È un cambio di strategia doveroso, necessario”, spiega Pierferdinando Casini, presidente della Commissione esteri del Senato. “È evidente che il governo Renzi ha scelto una nuova linea” facendo “quello che avremmo dovuto fare fin dall’inizio”, sottolinea Fabrizio Cicchitto (Ncd) mentre per Maurizio Gasparri “finalmente, anche se tardivamente, si e’ deciso di risolvere la vicenda”. “Siamo soddisfatti”, rimarca poi Ignazio Messina (Idv) mentre Sel ricorda come “da tempo chiedevano di prendere la strada dell’arbitrato internazionale”. E apprezzamento arriva anche da deputati di Fi e Fratelli d’Italia. “L’inversione a U del governo sul caso Marò è apprezzabile seppure tardiva” anche per gli ex M5s Francesco Campanella e Lorenzo Battista. Uniche voci fuori dal coro quella di Lega e pentastellati: “Il tardivo ricorso all’arbitrato internazionale in piena campagna elettorale conferma il sospetto che qualcuno, che era in procinto di sgambettare Letta a febbraio, ha ritardato questa soluzione logica per poter spendere un risultato politico giusto per le europee”, dice Gianluca Pini. E M5S rincara la dose: “Il governo è riuscito a trasformare anche i nostri due marò in materia da campagna elettorale”, rimarcano i suoi deputati delle Commissioni Esteri e Difesa. (Marina Perna/ANSA)

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