Renzi torna in piazza, siamo l’Italia della speranza

ROMA. – Matteo Renzi è, per indole, abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. E così, nonostante sia consapevole che dopo le europee il cammino delle riforme non sarà in discesa tra i paletti degli alleati e le pretese di Fi di essere determinante, resta ottimista. Ora, però, nelle ultime due settimane di campagna elettorale, il leader Pd torna da domani in piazza per vincere il test elettorale e dimostrare che gli italiani hanno capito la sua svolta riformatrice. “Dobbiamo raccontare l’Italia della speranza e della fiducia contro quella della paura”, è la contrapposizione su cui Renzi fonda la sua sfida contro il principale avversario: Beppe Grillo. Infastidito dagli attacchi dei sindacati, Renzi è però convinto che l’arroccamento delle parti sociali nella difesa conservatrice del proprio ruolo gli faccia gioco nei confronti dei cittadini. “Camusso – osserva il fedelissimo Dario Nardella – se prosegue su questa strada, rischia di essere la migliore alleata del premier nel fargli vincere bene le elezioni europee del 25 maggio”. Il governo è impegnato, è il refrain del premier, a dare risposte ai cittadini e non ai sindacati e in questo senso va il via libera al decreto Lavoro, oggi al Senato, che diventerà definitivo dopo un nuovo passaggio che Renzi vuole velocissimo alla Camera. Proprio a Palazzo Madama, secondo i renziani, oggi M5S ha offerto un nuovo assist al governo, incatenandosi in aula per protesta contro le misure sul lavoro. “L’ennesima pagliacciata per avere visibilità in campagna elettorale ma i cittadini sanno distinguere tra chi sa solo protestare e chi mette in campo misure per dare lavoro”, è la convinzione dei fedelissimi del premier. E sarà proprio il derby “tra costruttori e sfascisti” il leit motivi della campagna elettorale di Renzi che sarà in giro per l”Italia, a partire domani da Genova, dove intitolerà una scuola ad una agente di polizia morta con Paolo Borsellino e firmerà un accordo di partnership su Ansaldo Energia. Per poi toccare città importanti, chiamate al voto amministrativo, come Bari, Reggio Emilia, Bergamo e Firenze. “Dobbiamo raccontare i fatti, non chiacchiere nè polemiche” è la linea di Renzi data a candidati e parlamentari. I sondaggi sono buoni per il Pd. Ma il premier non vuole dare nulla per scontato e chiede di non sottovalutare nessuno, neppure Silvio Berlusconi che in campagna elettorale rivendicherà il ruolo determinante avuto ieri in commissione da Fi per far passare il testo base sulle riforme. Per questo, anche se Renzi nega che le europee siano un test sul governo, è consapevole che un buon risultato per il Pd e anche per Ncd sarà un puntello per rafforzare il cammino del governo. E l’asticella per la soglia di allarme la mette oggi il sottosegretario Graziano Delrio: “Se alle europee il Pd fosse al 25%” e Ncd non raggiungesse il 4% non sarebbe certamente un buon viatico per un governo che dura a lungo”.  (Cristina Ferrulli/ANSA)