Giro d’Italia: regalo di compleanno per Tuft, è la prima maglia rosa

ROMA. – La crono a squadre l’hanno vinta gli australiani dell’Orica: ed era previsto. Ma la prima maglia rosa della 97/a edizione del Giro, partito quest’anno da Belfast, Irlanda del Nord, è il canadese Svein Tuft: e questo non era affatto previsto. Una sorpresa, anzi un regalo, quello che gli hanno fatto i compagni di squadra nel giorno del suo 37/o compleanno. Una sorpresa persino per lui che a fine gara non ci credeva (“non me lo aspettavo proprio”) ed è apparso imbarazzato sul podio allestito a Donegall Square davanti allo spettacolo di una Belfast entusiasta e colorata di rosa per la partenza del Giro. Niente maglia di leader dunque per Ivan Santaromita, candidato principale alla vigilia, ma l’azzurro campione d’Italia nel 2013 che milita nell’Orica può comunque essere soddisfatto e guardare con favore alla classifica. Per un canadese che esulta, e che fino ad oggi poteva contare nel suo palmares su un secondo posto al mondiale crono del 2008, un altro parte col piede sbagliato: è Ryder Hejsedal, che due anni fa trionfò a sorpresa al Giro e che era tra i protagonisti annunciati della corsa. La sua squadra, la Garmin, è incappata in una rovinosa quanto spettacolare caduta, complice la pioggia che ha in parte condizionato la gara sui 21,7 km del tracciato cittadino, e che ha messo fuori gioco quattro corridori compromettendo tutta la prova, chiusa con oltre tre minuti di ritardo: tanti da recuperare per ipotecare sogni di classifica. Ne ha fatto le spese anche il compagno Daniel Martin, vincitore di una Liegi Bastogne Liegi nel 2013, e molto atteso a questo Giro: l’irlandese, rimasto a terra dolorante con una clavicola fuori posto, difficilmente prenderà il via domani. Sul traguardo irlandese la Orica ha preceduto la Omega di Rigoberto Uran di 5 secondi e la Bmc di Cadel Evans di 7″, due dei candidati alla vittoria finale. Buona la prova anche dell’Astana di Michele Scarponi, che chiude sesta con 38″ di ritardo. Cosi’ cosi’ la Movistar di Nairo Quintana, a meno 55″. Male invece la Katiusha del ‘Purito’ Rodriguez: lo spagnolo con dichiarate ambizioni di successo finale accumula 1′ e 33″ di ritardo dai vincitori, ma soprattutto un minuto e mezzo da Uran e Evans e 38” da Quintana. Dopo la crono a squadre di apertura, la ‘Corsa rosa’ rimane nella capitale dell’Irlanda del Nord da dove si riparte e si arriva anche domani: in mezzo ci sono 219 chilometri da pedalare a nord della città, tra le verdi vallate della contea di Antrim e le scogliere della costa che si affaccia sul canale del Nord. Un appuntamento ghiotto per i velocisti per quella che sulla carta si presenta come una tappa non priva di insidie, a partire dal vento. Lungo il percorso anche due gran premi della montagna di quarta categoria: troppo poco impegnativi per pensare ad un qualunque tipo di selezione, ma traguardi volanti buoni per chi ambisce alla maglia azzurra di miglior scalatore e per gli abbuoni. Poi il gran finale con l’arrivo sullo stesso rettilineo di oggi: in pole position per la volata finale i vari Kittel, Bouhanni, Viviani e ‘nonno’ Petacchi alla ricerca di una vittoria che lo consegnerebbe alla storia. La maglia rosa non dovrebbe correre grossi pericoli, ma occhio ai cacciatori di abbuoni. Con Tuft che, ovviamente, spera di poter prolungare la festa e continuare a poter raccontare la favola del gregario in maglia rosa nel giorno del suo compleanno.

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