Riecco Schiavone, fuori Fognini!

Pubblicato il 13 maggio 2014 da redazione

ROMA – La settimana è appena cominciata, ma gli Internazionali BNL d’Italia in questa strepitosa edizione 2014 sono già entrati nel vivo. Quante emozioni. E quanto tennis.

Da veri gentlemen, partiamo dalle donne. Il regalo più bello arriva dalla Schiavone che liquida la stellina canadese, Eugenie Bouchard, in un’ora e 28 minuti con un netto 6-4, 6-2. La nostra Francesca, che al Foro Italico ha raggiunto quattro volte i quarti (2011, 2005, 2004 e 2001), nelle ultime due apparizioni capitoline era sempre uscita al primo turno. Splendida la sua dichiarazione a fine partita:

“Le parole forse non sono sufficienti, ma per noi giocare qui, in questa città, su questo campo, è un sogno”.

E poi ancora, in conferenza stampa:

“Effettivamente è da un po’ che non mi sentivo così bene. Per me sentirmi così è vita, finalmente respiro”.

Merito di un ambiente, quello che si è stretto attorno a lei nelle ultime settimane, che la sta facendo sentire più sicura e tranquilla:

“Sono tornata a casa, finalmente, a prendere un po’ di coccole da mamma e papà. E poi Laura (Golarsa, il suo coach, ndr) è la prima da un po’ di tempo che mi fa sedere ad un tavolo a parlare del mio tennis. È un nuovo inizio, per me”.

Complimenti Francesca, avanti così. Nel prossimo incontro si profila un possibile derby con Nastassjia Burnett, qualora la romana dovesse battere la spagnola Muguruza.

Troppo grande, invece, il divario tra Ana Ivanovic e l’azzurra Karin Knapp. Risultato  secco che non lascia spazio a troppe riflessioni: 6-1, 6-1. Karin, altoatesina, registra così la sua ottava sconfitta consecutiva e conferma il brillante momento della serba, numero 7 del ranking WTA per questo 2014.

In questa prima giornata del main draw, in campo anche Flavia Pennetta, che ha esordito nell’incontro pre-serale contro l’austriaca Meusbruger con un rotondo 6-2, 6-3. Una partita che fà ben sperare nell’ottica di una grande ascesa verso le top 10. Flavia è infatti tornata in tredicesima posizione dopo l’intervento al polso. La brindisina non sembra avere un tabellone impossibile e potrebbe davvero essere l’anno giusto per lasciare il segno al Foro Italico dove ha raggiunto “soltanto” i quarti due anni fa, prima di ritirarsi contro Serena Williams.

Tre le altre, avanti la Cornet, la più anziana delle Williams, Venus, e la Stosur che ha piegato con un doppio 6-3 la tedesca Lisicki.

E veniamo al tabellone maschile. La grande delusione di oggi per l’Italia arriva proprio dal protagonista più atteso: Fabio Fognini lascia il Centrale a testa bassa dopo aver subito uno sconfortante 6-3, 6-2 nel giro di un’ora e 7 minuti. Umore in frantumi e qualche fischio per il ligure.

“Cosa non ha funzionato oggi? Ha tirato tutto dentro e io non ho giocato certamente la mia miglior partita. C’è da dare meriti a lui. Ha giocato meglio di me”.

Il “Fogna” in sala stampa appare quantomai sincero e sottolinea quello che rappresenta forse il solo dato positivo di questa sua giornata: il non aver perso la testa, come successo invece più volte in passato.

“Beh, se tiro la racchetta per terra è perché tiro la racchetta per terra. Se prendo un warning è perché è il solito Fognini. Almeno questa volta potrete dire che sono stato bravo…a parte la sconfitta. Per il resto, l’ho cercato a modo mio (il miglior Fognini, ndr) perché era una partita difficile. Ha giocato per un’ora ad un’intensità notevole e con questi avversari devi cercare di giocare più punti possibili e allungare lo scambio. Gente così se prende il largo fa male ovviamente. Alla fine era tutto in discesa per lui”.

Uscire qui, in Italia, evidentemente fà più male:

“A me girano le scatole sempre quando perdo, dovunque mi trovi. Però io sono portato a guardare le cose in termini positivi e adesso viene il torneo più importante (Roland Garros, ndr). Da una parte avrò più tempo per prepararlo al meglio e magari ritirare un po’ su la mia condizione fisica che dopo Montecarlo si è abbassata parecchio. Dall’altra parte mi fa male perché siamo a Roma. Lo dico e lo confermo”.

Subito fuori Paolo Lorenzi, Stefano Travaglia, che perde il lungo derby tutto italiano contro Simone Bolelli, e Filippo Volandri, ammesso al tabellone principale grazie ad una wild card e battuto da Gilles Simon per 6-2, 6-3 in un’ora e 10 minuti. Sfuma così il sogno di giocare contro il numero uno al mondo e campione in carica, Rafael Nadal.

Nadal che, nel frattempo, è arrivato a Roma dopo la controversa vittoria di Madrid contro il giapponese Nishikori, ritiratosi per un infortunio alla schiena verso la fine di un incontro che aveva a tratti dominato. Il maiorchino si è allenato sotto lo sguardo attento dello zio Tony e di centinaia di tifosi che hanno inondato il Pietrangeli di passione e di gioia. Presenti anche “Sua Maestà” Federer, Djokovic, Murray e, attesi da un interessantissimo match serale, Tsonga e Dolgopolov.

Una giornata ricca di emozioni. Una grande festa dello sport.

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