Juve vittoria e record, su festa macchie ultrà

Pubblicato il 18 maggio 2014 da redazione

TORINO. – Juventus-Cagliari doveva essere una festa, e festa è stata, in chiave juventina: di punti, 102, di vittorie in casa, 19, di pubblico sugli spalti, con anche John Elkann e la moglie Lavinia in maglia bianconera. Ma è stata una festa rovinata dai soliti ultras. In tre momenti. Il primo: uno striscione – “Speziale libero” – esposto per pochi minuti sugli spalti della curva sud a metà del secondo tempo, accompagnato da una seconda scritta-insulto nei confronti del giornalista Rai Varriale. Il secondo: a fine partita, nonostante il reiterato invito dello speaker a restare sugli spalti, un paio di centinaia di ultras hanno comunque fatto invasione di campo, costringendo a ritardare la cerimonia di premiazione. Il terzo: a fine cerimonia questi stessi ultras rimasti in campo hanno sfondato il cordone degli steward che &ldquoproteggeva&rdquo la cerimonia, e hanno costretto i giocatori a fuggire negli spogliatoi. Non sono mancati gli episodi di nervosismo (Tevez su tutti, che ha respinto fisicamente e da par suo gli abbracci bianconeri). L’ultima partita della Juventus è stata tutto questo: una festa dall’inizio alla fine, con il risultato di 3-0 a fare da ciliegina sulla torta bianconera. Macchiata nel finale. Era stata festa fin dall’ inizio, con i giocatori in campo insieme ai loro figli, per una foto di rito che aveva coinvolto tutto il pubblico, mentre sugli spalti si animavano le coreografie e le 39.334 bandiere tricolori distribuite prima dell’inizio della ara. Ma lo striscione “Speziale libero” , peraltro sonoramente contestato da tutto il pubblico presente allo Juventus Stadium (39.334 persone), era stato il primo segnale. Tutto lo stadio lo aveva fischiato finché, dopo circa un minuto, la scritta offensiva non era stata ritirata. La festa era stata coreografie sugli spalti. Una su tutte: “Non c’è 2 senza 3”, realizzata con la partecipazione di tutta la tribuna est migliaia dove migliaia di tifosi-coreografi avevano alzato gli appositi cartoncini bianchi e gialli di cui erano stati riforniti prima della partita. La festa era stata in campo, per una partita che, calcisticamente, non ha avuto storia, dopo che Pirlo al 9′ con una punizione delle sue, Llorente al 15′ e Marchisio al 40′ avevano chiuso con i loro gol la pagina dei record di punti, 102, e di vittorie casalinghe, 19. La festa era stata negli applausi ad Antonio Conte, e le invocazioni “resta con noi” accompagnate da uno striscione grande quanto l’intera curva: “Senza di te non andremo lontano, perché sei il migliore e hai la Juve nel core”. Il tecnico aveva più volte applaudito, e aveva fatto in modo che per la festa tornassero a provare il piacere del campo anche Simone Pepe (che ha sostituito Pirlo a dieci minuti dalla fine), e il terzo portiere Rubinho, che ha sostituito a metà del secondo tempo di Buffon, facendo così il suo debutto stagionale. La festa si è interrotta alla cerimonia di premiazione, presente in campo il presidente della Lega, Maurizio Beretta. Mentre tutto il pubblico sugli spalti cercava di applaudire, i ‘tifosi’ della curva sud hanno sfondato, e hanno fatto invasione. Un foltissimo gruppo di steward sotto la curva sud ha cercato invano di contenerli. Gli ultras a a fatica sono stati convinti a ripotarsi sotto la &ldquoloro&rdquo curva, altrimenti la cerimonia di premiazione non poteva avere luogo. Ma quei “tifosi” – poche centinaia – sono rimasti assiepati a bordo campo condizionando l’atmosfera complessiva della premiazione. E non appena Buffon ha alzato la coppa al cielo hanno di nuovo sfondato il cordone protettivo, invadendo il campo. E’ stato un fuggi-fuggi generale, per una festa che avrebbe potuto essere di tutti ed è stata invece per i soli ultras invasori. (Luciano Clerico/ANSA)

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