Deuda con proveedores “tranca” actividad empresarial

Pubblicato il 22 maggio 2014 da redazione

CARACAS- El primer vicepresidente de Fedecámaras, Francisco Martínez, dijo este jueves que la deuda de compañías con los proveedores extranjeros “tranca” la actividad empresarial en Venezuela y señaló que hay mucha “lentitud” e “ineficiencia” en la tramitación del pago del 30 % anunciado por el Gobierno.

“Hay un tema de deuda primero, eso es lo que realmente tiene detenido a las líneas aéreas, a las autopartes y a mucha de la actividad empresarial privada en Venezuela: el tema de las deudas con sus proveedores internacionales, que eso es lo que tiene ahorita trancado básicamente el juego”, indicó a Efe Martínez.

El vicepresidente de la principal patronal del país indicó que no existen cifras exactas del monto de esa deuda pero que podría oscilar entre los 8.000 y los 12.000 millones de dólares.

Retrasos en pago
“Hay empresas que han logrado obtener que les hayan pagado el 30 % de lo que adeudan a sus proveedores, pero ha habido otras que no han podido”, indicó Martínez, al comentar que los criterios de asignación es “más una cosa que depende del azar, al parecer”.

“Hay mucha ineficiencia en el proceso y mucha lentitud y ojalá que en el corto plazo realmente la burocracia pueda ser cada vez más eficiente para destrabar lo que es el tema de las importaciones”, agregó.

Señaló que se está avanzando “con muchas dificultades y con lentitud, pero caminando” para resolver los problemas.
“Tampoco es que podemos decir que está detenido pero tampoco podemos decir que está operando eficientemente y con normalidad”, agregó.

Subrayó que todos los sectores están con “unos niveles muy grandes de fallas en desabastecimiento tanto en materia prima como en producto terminado” y que se necesita un sistema que haga fluir las divisas y “sea transparente y que genere la confianza como para que la cosa camine”.

“Hasta que eso no se logre vamos a seguir operando con dificultad y vamos a seguir viendo las fallas en los anaqueles”, dijo.

Sicad II
Manifestó que el nuevo sistema de asignación de divisas Sicad II, que funciona sobre un tipo de cambio flotante pero controlado de alrededor de 50 bolívares por dólar, está suministrando alrededor de 40 millones de dólares diarios.

En su opinión, esa cifra, “tal vez” redondeada hasta los 50 millones, junto a lo que sale a través de los otros dos sistemas de cambio (a tipos mucho más bajos y reservados a sectores económicos prioritarios como la alimentación o las medicinas) puede satisfacer las necesidades del sector privado.

Con relación a los acuerdos adoptados en las mesas de diálogo con el Gobierno, Martínez indicó que hasta ahora “son soluciones cosméticas más que todo para destrancar un poco los procesos de importación, pero nosotros estamos apuntando a un modelo de producción venezolana”, agregó.

Para ello, dijo, harían falta cambios de corte fiscal, monetario y “sobre todo en el marco legal que se ha convertido en una camisa de fuerza”, a fin de que, entre otras cosas, “haya garantías a las inversiones y la propiedad privada”.

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