Ncd, Lega, L. Tsipras, Fdi: i “piccoli” sperano di approdare all’UE

ROMA – In bilico tra un benaugurante inizio e un prematuro oblio. E su questo filo, con la soglia del 4% come punto d’equilibrio, che la galassia dei piccoli partiti, in parte al loro esordio in una tornata elettorale, si avvia al voto del 25 maggio.

Dal Nuovo Centrodestra alla Lista Tsipras, da Fratelli d’Italia alla Lega, fino a Scelta Europea: ecco i partiti che, con una certa fatica, tentano di farsi spazio tra l’ondata dei 5 Stelle, il ‘rullo’ renziano e la controffensiva di Berlusconi. Qualcuno, come Ncd, guarda con fiducia all’esito delle Europee. Che, per qualcun altro, potrebbero tuttavia costituire uno stop difficilmente rimediabile.

Chi si dice certo di approdare all’Europarlamento è il Ncd di Angelino Alfano. Il secondo partito della maggioranza di governo ha concluso la campagna nelle “cento piazze” italiane anche per dare valore alle preferenze. Sud, Abruzzo, ma anche Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia le regioni dove Ncd punta al risultato, nella speranza che l’elettorato abbia rapidamente assorbito il contraccolpo dell’arresto di Paolo Romano e delle vicende giudiziarie di Giuseppe Scopelliti, candidato nonostante la condanna in primo grado a 6 anni.

E’ stata una campagna basata su un riformismo non esasperato, quella degli ‘alfaniani’. Toni forti spesso dedicati al ‘Nemico’ Beppe Grillo (“ci renderebbe più poveri”, ha attaccato Alfano) e un feroce scambio di battute tra il ministro dell’Interno e Matteo Salvini hanno segnato gli ultimi giorni con la sensazione, tra gli alfaniani, che il risultato vada oltre il 4% e che rappresenti “un buon inizio” per una formazione esordiente.

E certa di andare oltre la soglia è anche la Lega.

– Saremo quarti dietro i fenomeni da circo – ha assicurato Salvini, evocando una sfida soprattutto con Ncd e pensando a quel 6% che, per il Carroccio, rappresenterebbe un successo, conseguito con messaggi semplici – anti-euro e contro l’immigrazione clandestina – e mirato a recuperare l’elettorato perduto.

Ottimisti si dicono anche i ‘duri e puri’ di Fdi-An.

– Chi è fiero di essere italiano non ha altra scelta che votarci – è stato il messaggio lanciato da Giorgia Meloni in una giornata che ha visto in piazza anche i pro-Ue di Scelta Europea (Scelta Civica, Centro Democratico, Fare per fermare il Declino). Per loro il quorum appare lontano.

– Il 3% sarebbe un mezzo miracolo – sussurrano i ‘civici’, forti, tuttavia, del capolista-ministro Stefania Giannini.

A sinistra del Pd, infine, la Lista Tsipras. Illustri endorsement (da Nicola Piovani a Stefano Rodotà) e la proposta di un’Europa anti-precarietà e a favore dei ceti più deboli hanno segnato la loro campagna, sempre critica contro “volgarità e provincialismo” emersi nel derby tra Renzi e Grillo. E se la Lista Tsipras non può essere certa del suo 4%, una cosa appare probabile: per i ‘piccoli’ il voto del 25 maggio sarà influente anche per il prosieguo del loro cammino politico. Per future ed eventuali alleanze, anche all’interno del Parlamento.

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