Asse Colle-Renzi su sprint riforme, ora soluzioni

ROMA. – Sarà prima riforma del Senato, poi della legge elettorale. E sarà un percorso che non ammetterà più inconcludenze. E’ asse Napolitano-Renzi sulle riforme. Con un gioco di sponda rimbalzato sui media a distanza di una manciata d’ore, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rilanciano così la strada delle riforme all’alba di un giugno cruciale per un dossier ancora spinosissimo. Una strada che, sottolinea Renzi, avrà nella ‘fine’ dell’attuale Senato la sua prima tappa e, è l’invito del capo dello Stato, dovrà passare per un “confronto civile” in Parlamento. Con ormai alle porte il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari Costituzionali del Senato – sarà martedì, dopo il rinvio di giovedì scorso – è Matteo Renzi, dal palco del Festival dell’Economia a dare nuova linfa al percorso da lui avviato. “La prossima settimana riparte la discussione sulla riforma del Senato e dopo l’approvazione in prima lettura torniamo alla legge elettorale”, è il calendario dettato dal premier che, sul tema, non fugge le responsabilità: “E’ ora di chiuderla con la stagione politica degli alibi. Se non facciamo le riforme, è colpa mia”. Parole che trovano una sponda perfetta nel videomessaggio di Napolitano in occasione del 2 giugno. Le riforme strutturali, da quelle istituzionali a quella della P.A., “sono determinanti”, sottolinea il Capo dello Stato, invitando tutte le forze politiche a rendere meno impervio il cammino delle riforme. “Auspico un confronto civile in Parlamento, una ricerca di intese che è dovuta per ogni modifica costituzionale”, è l’esortazione di Napolitano, che poi ribadisce un punto sul quale è piena la sintonia con Renzi: “E’ tempo di soluzioni, non di nuove inconcludenze”. Soluzioni che potrebbero intravedersi già martedì quando sarà chiara la gamma degli emendamenti presentati. Del resto, le distanze tra Pd e una FI segnata dallo scontro interno sono ancora consistenti e il Patto del Nazareno non brilla per solidità. Le mediazioni in campo sono tante, dal modello francese presentato dai “facilitatori” Pd (dato in declino) ai 13 emendamenti presentati da Ncd fino a quelli annunciati dai ‘Giovani turchi’ Pd. Ma è sul Senato elettivo che rischia ancora di consumarsi lo scontro. Renzi però, oggi può contare sul sostegno aperto di due delle tre più alte cariche: dal Colle alla presidente della Camera Laura Boldrini, che oggi ribadisce come per le riforme non “ci sia più tempo da perdere”. (Michele Esposito/ANSA)