L’Ue bacchetta la Francia, bene le misure prese ma non bastano

BRUXELLES. – Molto bastone e poca carota ma nessuna imposizione alla Francia, ora ‘bambino difficile’ d’Europa che non convince ma non si può ‘punire’. Poi un nuovo monito alla Germania a liberare la domanda interna e un incoraggiamento a sei paesi, tra cui Olanda, Belgio e Austria, con la chiusura della procedura per deficit eccessivo. Sono le ‘salomoniche’ raccomandazioni Paese per Paese presentate dalla Commissione Ue, che arrivano appena una settimana dopo il terremoto delle elezioni europee. Appena prima del voto, Parigi ha annunciato un pacchetto di misure che per Bruxelles vanno “nella buona direzione” ma sono “insufficienti” per raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit. “In generale, la strategia di bilancio presentata nel programma non è che parzialmente conforme alle esigenze del Patto di stabilità e crescita”, dove “l’aggiustamento strutturale – scrive la Commissione – è lungi dal raggiungere il livello raccomandato” e “il livello di dettaglio delle misure di risanamenti di bilancio è insufficiente per garantire in modo credibile la correzione del deficit eccessivo al più tardi per il 2015”. Allo stesso tempo il presidente della Commissione Ue José Barroso ha voluto rassicurare il governo francese affermando che “la nostra analisi dimostra che le misure annunciate vanno chiaramente nella buona direzione”. Da parte sua, però, il commissario agli affari economici Rehn ha voluto mettere in chiaro che “è essenziale che la Francia prosegua con determinazione queste riforme nei mesi a venire”. Quanto a Berlino, Bruxelles ha ribadito ancora una volta la necessità di “migliorare le condizioni per sostenere ulteriormente la domanda interna, tra l’altro riducendo le tasse e i contributi sociali alti soprattutto per i redditi bassi”. La Commissione chiede anche alla Germania di “facilitare la transizione dai mini-lavori a forme di occupazione con pieni contributi sociali obbligatori”. Intanto Bruxelles ha deciso di chiudere le procedure per deficit eccessivo nei confronti di Belgio, Olanda, Austria, Slovacchia ma anche, fuori dall’eurozona, Danimarca e Repubblica ceca. Non mancano però i ‘compiti a casa’, in particolare per il Belgio che ha ricevuto un nuovo avvertimento sul debito che supera il 100%, ma anche sull’indicizzazione dei salari, la riforma delle pensioni e l’invito a spostare, come per l’Italia, la tassazione dal lavoro ai consumi. Ora spetta all’Ecofin dare l’ok alle proposte della Commissione. (Lucia Sali/Ansa)

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