Boom di Uber, l’app anti-taxi vale 18,2 miliardi dollari

NEW YORK. – L’app anti-taxi Uber sbanca. L’ultima raccolta fondi è stata un vero e proprio boom, e ora l’ultimo miracolo della Silicon Valley, la startup ideatrice del sistema per prenotare con un click sul telefonino vetture con autista, vale oltre 18 miliardi di dollari. Sono, per la precisione, 18,2 miliardi, grazie agli ultimi 1,2 miliardi entrati nelle sue casse. Con buona pace dei tassisti di tutto il mondo, da mesi sul piede di guerra, anche in Italia. Dati alla mano, Uber – nata a San Francisco e da Roma a New York ‘odiata’ da chi guida i taxi bianchi o gli yellow cab – può essere oramai considerata una delle imprese più valutate al mondo. Più di un altro astro nascente nell’universo delle startup, Airnb, il sito per prenotare una casa, un appartamento o una stanza per le proprie vacanze, la cui valutazione è ferma a 10 miliardi di dollari. Del resto Uber non è sempre più popolare tra i consumatori, ma piace sempre più agli investitori, piccoli e grandi. Sono tanti quelli che stanno contribuendo alla sua fortuna: l’ultimo il fondo di investimento BlackRock, che ha tirato fuori ben 175 milioni di dollari, affiancando altri colossi come Fidelity Investments (che ha sborsato oltre 400 milioni di dollari) e Wellington Management (210 milioni di dollari). Ma ci sono anche investitori come Google Ventures e Menlo Ventures. Insomma, tutti pazzi per Uber, o quasi. La corsa della startup sembra ormai irrefrenabile. Al momento opera in 128 città di 37 Paesi (in Italia a Roma e Milano, dove c’è stata una vera e propria sollevazione dei tassisti). Ma la sua espansione a livello globale sembra davvero non incontrare ostacoli, nonostante le proteste. “Con il nostro trend di crescita ci stiamo sempre più trasformando da una piccola startup tecnologica della Silicon Valley a un vero e proprio simbolo dello stile di vita di milioni di persone nelle città di tutto il mondo”, esulta il numero uno e co-fondatore di Uber, Travis Kalanick. Che non nasconde le sue ambizioni e di vedere un futuro sempre più rosa.

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